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Simbolo per eccellenza della Serenissima e di identità in tutto il mondo della città di Venezia. Un palazzo che fu al tempo stesso residenza privata del Doge, sede del governo e tribunale. Era qui che i temutissimi Savi esercitavano con giustizia e abilità il loro potere.

Il Palazzo Ducale venne eretto nel IX secolo. Inizialmente costruito come castello, venne poi radicalmente trasformato negli anni 1172-1178. In seguito, dal XIV secolo fino al 1463, la costruzione venne più volte modificata e ampliata. Il palazzo subì due grandi incendi che lo distrussero, il primo nel 1484, il secondo nel 1577.

Importante simbolo della Repubblica di Venezia, il Palazzo Ducale fu al tempo stesso residenza privata del Doge, sede del governo e tribunale. La sua funzione cessò con la caduta della Repubblica, nel 1797. Al suo interno vi sono molte stanze e saloni di rappresentanza, con splendide decorazioni e grandiosi camini.

Le due facciate esterne si presentano in stile gotico, ma con l’originalità di avere in basso la parte più leggera, portico e loggiato, mentre in alto la parte più pesante, il muro.

La porta principale è la Porta della Carta, esempio di gotico fiorito eretta da Giovanni e Bartolomeo Bon nel 1438 dove — tra due file di statue e pinnacoli — si trova la statua del doge Francesco Foscari inginocchiato davanti al leone alato. Superata la porta ci si trova davanti la Scala dei Giganti, in cima alla quale spiccano due grandi statue erette da Jacopo Sansovino nel 1554, Nettuno e Marte. La scala era l’ingresso di rappresentanza per alte cariche dello stato.

Nel cortile interno, che confina con la Basilica di San Marco, si osservano due vere da pozzo in bronzo della metà del XVI secolo, opera di Nicolò de Conti e Alfonso Alberghetti.

All'interno, è possibile visitare, a pagamento, il Museo dell’Opera, le sfarzose stanze dell’Appartamento Ducale, le Sale Istituzionali, il piano delle Logge, l’Armeria e le Prigioni.

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Pubblicato: Martedì, 08 Maggio 2012 — Aggiornato: Martedì, 03 Aprile 2018

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