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"Decima" fu l'imposta reale a carico dei cittadini di Venezia e degli abitanti residenti nei territori metropolitani della Serenissima.

Questo era il luogo dove i magistrati addetti alle finanze, i Dieci Savi alle Decime, esercitavano la loro attività.

Ricostruito nel 1521 in seguito all’incendio del 1514, il palazzo ospitò gli uffici dei Dieci Savi alle Decime, uno dei gruppi di magistrati addetti alle finanze. Il progetto fu curato da Antonio Abbondi, detto lo Scarpagnino, il quale partecipò in prima linea alla ricostruzione dell’area dopo l’incendio.

L'edificio ha un'architettura molto semplice e lineare con due piani sobri e finestre rettangolari.

Il lato corto del palazzo, quello che costeggia il Canal Grande, è composto da quattro arcate mentre il lato lungo da trentasette.

Sulle due facciate sono rimaste solamente tre statue, nella prima la Giustizia, raffigurata con la spada sguainata e la bilancia, mentre nella seconda il Leone in moeca che venne inserito nel 1848 al posto dello stemma della casa imperiale austriaca, l'aquila bicipite, e poco più sopra un altro piccolo leone, inserito nel XVI secolo

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Prima pubblicazione: Giovedì, 10 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 03 Ottobre 2017

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