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Solenne residenza nobiliare del grande mecenate Vittorio Cini affacciata, lateralmente, sul Canal Grande.

Il palazzo si incontra percorrendo a piedi la distanza tra il Ponte dell'Accademia e la chiesa della Madonna della Salute.

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Alcuni testi titolano questo palazzo Loredan Cini per ricordare il primo e l'ultimo proprietario dello stesso; pare sia frutto dell'unificazione di due edifici, Foscari e Grimani e la sua costruzione la attribuiscono alla seconda metà del Cinquecento

I passaggi di proprietà furono numerosi: la prima famiglia fu quella dei Loredan, poi passò ai Caldogno e infine ai Valmarana e, più recentemente, a cavallo tra Otto e Novecento fu la residenza di don Carlos di Borbone, duca di Madrid e pretendente al trono di Spagna. L'ultimo proprietario fu il conte Vittorio Cini che vi trasferì la residenza nel 1919. Cini fu capace imprenditore e grande mecenate, appassionato di arte e di Venezia; fu proprio questo suo particolare attaccamento alla città che lo portò ad effettuare importanti attività di recupero del complesso monastico nell'isola di San Giorgio. Il monastero ospitò, a partire sal 1951, la fondazione Giorgio Cini intitolata al figlio Giorgio precocemente scomparso.

Il palazzo è costituito di ben tre facciate: la principale si rivolge a rio di San Vio alla quale vi si accede percorrendo un ponticello privato, un lato dello stabile si affaccia sul Canal Grande e nel passato fu abbellito da affreschi di Giuseppe Porta detto il Salviati oggi non più visibili e, infine, l'ultimo lato della casa, è rivolto alla piscina del Forner.  

Gli interni della residenza sono ancora originali, come fossero ancora abitati dal mecenate e dalle due sue consorti, l'attrice Lyda Borelli e la marchesa Maria Cristina Dal Pozzo D'annone

Il 21 settembre 1984, grazie alla donazione del 1981 da parte della principessa Yana Cini, sposata al principe Fabrizio Alliata di Montereale, il palazzo si trasforma in una casa-museo; 8 anni dopo, la sorella gemella di Yana, Ylda Cini Guglielmi di Vulci, lascia, in comodato d'uso alla Fondazione Giorgio Cini, alcuni capolavori provenienti dalla raccolta paterna. Attualmente, quindi, la dimora di Vittorio Cini ospita la Galleria Palazzo Cini che, oltre ad allietare il visitatore con meravigliosi oggetti d'arredo (mobili, porcellane, preziosi in avorio, sculture, credenze), lo immerge nei capolavori pittorici toscani e ferraresi.

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