Venipedia®

Ricevi un contenuto come questo, ogni giorno nella tua e-mail
Un contenuto al giorno, per te è la newsletter che ti tiene compagnia, alle 8 del mattino (e sì, puoi sospenderla quando vuoi).

Per attivarla accedi con il tuo account o creane uno nuovo.

Come per ogni fontego che si rispetti, anche questo ebbe un ruolo fondamentale nell'attività di carico, scarico e immagazzinamento delle merci e diventò la sede dei mercanti Turchi.

Oggi, la stessa struttura del tempo ingentilita da merlature, custodisce uno dei più bei Musei di Storia Naturale d'Italia.

Dimmi di più

La facciata è incardinata tra due torrette e presenta un piano terra porticato di accesso all'acqua, tra i più ampi a Venezia e secondo solo a quello di Palazzo Ducale; questo tratto caratteristico e comune ai fondachi (fontego in veneziano) svolgeva l'importante funzione non solo di magazzino ma altresì di carico e scarico delle merci.

Il palazzo fu costruito su iniziativa del mercante Giacomo Palmieri, ricco mercante capostipite di quella che sarà la famiglia Pesaro.

Il prestigio della dimora arrivò al punto tale che la Signoria veneziana nel 1300 offrì addirittura diecimila ducati d’oro per l’acquisto della proprietà per donarla al marchese di Ferrara Nicolò d’Este come riconoscimento per la fedeltà che egli dimostrò alla Serenissima nella guerra di Chioggia.

I mutevoli rapporti politici fecero si che la concessione del palazzo venisse prima revocata agli estensi nel 1509 e poi nuovamente concessa ai ferraresi nel 1527.

Antonio Priuli acquistò l’edificio nel 1618, stesso anno in cui divenne Doge. In quegli anni, era in discussione la possibile concessione di una sede ai mercanti Turchi — sulla falsa riga di quella già vigente per i Tedeschi — progetto che infine si concretizzò tre anni dopo, con la riconversione delle stanze in alloggi, servizi e magazzini. Un crollo danneggiò la struttura nel 1732, nello stesso periodo il commercio con l’oriente era ormai in decadenza.

Dopo una serie di passaggi di proprietà venne definitivamente acquistato dal Comune di Venezia nel 1860; il restauro venne affidato a Federico Berchet il quale cercò, con esito poco soddisfacente, di imitare ciò che rappresentava l'edificio prima del crollo e vi fissò la sede del Museo Correr.

Dal 1923 ospita il Museo di Storia Naturale.

Galleria immagini

Il Fontego dei Turchi

Fin dal primo giorno abbiamo scelto un approccio differente: non riempire le pagine di pubblicità, non dipendere da investitori esterni e rendere disponibili i contenuti accessibili per chiunque, perché crediamo che la cultura non debba avere barriere. In questi 8 lunghi anni abbiamo scelto l'indipendenza, costruendo e autofinanziando in modo autonomo ciò che è oggi l'unica enciclopedia sull'argomento Venezia, accessibile a tutti, in modo fresco e sempre innovativo, visitata da centinaia di migliaia di persone all'anno, da tutto il mondo. È anche la tua bussola personale, grazie alle mappe che ti mostrano dove sono i luoghi di cui parliamo e come arrivarci, semplicemente premendo un pulsante. Gratuitamente. La nostra indipendenza editoriale è vitale, solo in questo modo possiamo continuare a produrre sempre più contenuti di alta qualità, verificati e aggiornati. Solo così possiamo inventare, costruire e rendere disponibili strumenti innovativi. Ora abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Supporta la qualità di Venipedia, con soli 29€ l'anno e ricevi la newsletter settimanale "Cinque dall'enciclopedia".

Sempre tuoi,
i Mastri Venipediani

Supporta Venipedia

Il tuo contributo non costituisce donazione, è un abbonamento annuale che ti dà accesso a servizi aggiuntivi. Il rinnovo di 29€ dell'abbonamento annuale è automatico. Puoi comunque metterlo in pausa o annullare il rinnovo, in qualunque momento, dalla tua area personale.

Leggi anche