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Nel 1806, in epoca napoleonica, il Fontego perse la sua funzione di immobile dedicato alle attività commerciali e la proprietà fu trasferita al demanio statale.
L'edificio divenne prima ufficio della dogana di terra, per ospitare poi gli uffici militari dell'Austria, l'intendenza di Finanza ed infine le Poste, che cominciarono ad insediarsi alla fine dell'Ottocento.

Il Fontego subì nel secolo diciannovesimo una serie di modifiche: nel 1836 furono demolite probabilmente per motivi legati alla statica dell'edificio, le torrette verso il Canal Grande e i camini a campana, ancora visibili nell'incisione di Michele Marieschi, Il Canal Grande con il Fondaco dei Tedeschi. 

Fu inoltre realizzata una prima copertura del cortile consistente in una pesante struttura in ferro e vetro.

Nel 1925 il palazzo fu acquistato dalla amministrazione delle Poste e Telegrafi che lo destinò a sede dei propri uffici. I lavori furono avviati fra il 1929 ed il 1933 e completati nel 1938.

La fabbrica mostrava segni tangibili di una sofferenza strutturale determinata in parte della vetustà dell'edificio e in parte a causa delle numerose alterazioni effettuate nel corso del tempo per ragioni individuali come aperture e chiusure di porte e finestre su strutture portanti, costruzione e demolizioni di canne fumarie. Fu sostituito il lucernario con un velario piano a vetri opachi,  aggiunti gli impianti di servizio, rifatti i muri portanti in parte lesionati e sostituiti i gradini in pietra d'Istria.

Nel 2008 il Demanio ha venduto l'edificio ad un imprenditore privato che ha presentato un progetto per la trasformazione dell'edificio in un centro commerciale.

 

(pb)

Galleria immagini

Michele Marieschi, Il Canal Grande con il Fondaco dei Tedeschi. Particolare

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