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Una delle prime Scuole Grandi di Venezia, pregne di storia e di cultura. Chissà quante persone, nel corso degli anni, hanno trovato conforto e aiuti tra le sue mura.

La sua bianca facciata in pietra d'istria apre i suoi cancelli e conserva le migliori e più importanti opere d'arte veneziana e veneta.

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Costruita nel 1260 fu una delle più antiche Scuole Grandi di Venezia facente parte dell'elenco delle Scuole dette "dei Battuti".

Come da tradizione, anche questa scuola svolse ruoli umanitari di supporto e di carità nei confronti dei meno abbienti attraverso l'uso attento delle risorse ricevute dalla Repubblica e da donazioni.

La porta presente nel lato a sinistra dell'ingresso, è decorata da edicole gotiche con i santi protettori della scuola mentre l'interno, con soffitto a cassettoni, è ricco di opere di particolare importanza tra cui, prime fra tutte, la "Presentazione di Maria al Tempio" di Vecellio Tiziano (1538) ed il "Trittico della Madonna della Carità" di Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna (1480).

Nel 1760 l'edificio venne restaurato ad opera di Bernardino Maccaruzzi e Giorgio Massari, sostituendo completamente la facciata gotica e aprendo il portale sul campo (la facciata venne poi risistemata fino a diventare quella attuale solo nel 1830 successivamente alle opere degli architetti Selva e Lazzari).

L'originaria fisionomia architettonica dell’edificio fu garantita solo da un magnifico dipinto del Canaletto.

Nel 1806, a causa del noto editto napoleonico, anche questa scuola, così come le altre, venne soppressa e destinata, insieme alla Chiesa e al monastero, prima a sede dell'Accademia di Belle Arti e poi delle Gallerie dell'Accademia.

Galleria immagini

Immagine intera delle Gallerie dell'Accademia.

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