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Sfarzosità e mondanità: questi i due migliori aggettivi per descrivere il Settecento veneziano e quindi anche questo palazzo che ne rappresenta un autentico esempio. Sono passate alla storia numerose feste organizzate dalla ricca famiglia Rezzonico, alcune delle quali coinvolsero anche il popolo che viveva in zona San Barnaba.

Non è difficile notare questa enorme costruzione che si affaccia sul Canal Grande e fa da specchio a Palazzo Grassi.

Il palazzo è stato iniziato dal noto architetto Baldassare Longhena su richiesta della famiglia Bon che sottovalutarono le spese fino a investirci ogni singolo fondo; nonostante i loro sforzi, dopo un certo periodo di tempo durante il quale fu realizzato solo il primo piano, i padroni di casa furono costretti a cederlo, per assenza di liquidità, alla potente famiglia Rezzonico per 60.000 ducati.

Giovanni Battista Rezzonico riavviò i lavori e li affidò a Giorgio Massari il quale non stravolse il progetto originale del Longhena salvo nella disposizione della sala da ballo che fu ampliata su tutta la larghezza dell'edificio. Questa sala, comprendendendo lo scalone di accesso, è considerato l'ambiente privato più importante e prestigioso di Venezia ricco di affreschi dei più grandi pittori del secolo. Nel 1756 vennero completati i lavori della facciata, dell’atrio e dello scalone monumentale, attraverso il quale si accede al salone da ballo. L’imponente facciata è a tre livelli, bugnato il piano terra e i due piani nobili incorniciati da colonne binate, con finestre ad arco e sculture sulle volte.

Le critiche sull'architettura di questo palazzo da parte di esperti d'arte si sprecano; note negative dal britannico John Ruskin mentre elogi sono arrivati dall'inglese Henry James, ciò che è certo è che per meglio comprendero questo edificio ci si deve immedesimare nell'epoca storica in cui è stato costruito, il Settecento.

All'epoca, furono numerose le feste che vennero svolte in questo palazzo e che passarono alla storia: tra le tante, ricordiamo quella svolta per l'elezione a papa del vescovo di Padova Clemente XIII (Carlo Rezzonico) i cui giorni successivi, in Rio San Barnaba, al popolo venne offerto vino e pane mentre alla nobiltà vennero organizzati ricevimenti e banchetti in tabarro e bauta, tipica maschera veneziana, ma con volto scoperto; altro evento meritevole di nota, fu l'occasione delle nozze di Ludovico con Faustina Savorgnan nel 1758.

Grandi artisti come Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana e Giambattista Crosato concorsero ad affrescare e decorare gli interni di quello che ancora oggi è uno dei palazzi più sontuosi e importanti di Venezia.

Questo periodo di ostentazione e lusso della famiglia Rezzonico terminò con la morte dell'ultimo discendente (1810), Abbondio e il palazzo passò, in primis, al marito della sorella, Lodovico Widmann, e successivamente si susseguirono numerosi proprietari e affittuari; durante questo difficile periodo ci fu una spiacevole dispersione di parte degli arredi e delle ricchezze contenute. Nell’Ottocento, fu acquistato dal poeta inglese Robert Browning che vi abitò con la moglie Elizabeth Barrett. In seguito alla morte del Browning, avvenuta nel 1889, il palazzo fu acquistato dal conte Lionello Hirschell de Minerbi.

Ceduto nel 1935 al Comune di Veneziaè ora sede del Museo del Settecento veneziano, importante raccolta di dipinti, sculture, e arredi settecenteschi, oltre ai preziosi affreschi decorativi dei soffitti. Tra i molti importanti pittori, presenti opere di Tintoretto, Pietro Longhi, Giandomenico Tiepolo, Canaletto.

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Pubblicato: Mercoledì, 02 Maggio 2012 — Aggiornato: Giovedì, 28 Marzo 2013

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