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Uno dei 5 musei navali d'Italia, custode di antichi modelli di imbarcazioni da guerra (trireme, galeazze, ecc.). È qui che si trova l'imbarcazione di rappresentanza per eccellenza: il Bucintoro, che costituì per anni uno dei simboli della potenza veneziana e fu utilizzata dal doge nel giorno dell'Ascensione per lo "sposalizio del mare".

Uno dei 5 musei navali d'Italia, per gli amanti delle navi e non solo.

L'ultimo Capitano da mar della Marina veneziana fu Angelo Emo a cui è stato dedicato un monumento funebre, scolpito da Antonio Canova, per aver liberato i mari dai pirati barbareschi.

Nel 1964 venne decretato il trasferimento del museo storico navale della Marina Militare dal vecchio sito interno l’Arsenale all’attuale ubicazione presso l'ex magazzino delle farine. Il museo si sviluppa lungo 5 piani ed occupa, oltre all'ex granaio, anche una parte della vicina chiesa di San Biagio (nonostante questa sia comunque aperta al culto) e il padiglione delle navi, il quale occupa tre capannoni noti anche come “fabbrica od officina dei remi" (il padiglione è visitabile, a partenza fissa, i sabati e le domeniche).

Il pianterreno ed il primo piano sono dedicati principalmente alla storia della marineria veneziana: tra gli oggetti più interessanti in esposizione figurano un autentico siluro a lenta corsa detto “maiale” (al piano terra) ed il modellino realizzato nell’Ottocento della nave ammiraglia della Serenissima detta anche Bucintoro, usata dal Doge anche per la Festa della Sensa.

Al terzo piano, oltre ad una serie di preziosi modelli di giunche orientali, è custodita la gondola appartenuta a Peggy Guggenheim.

Al quarto piano si trova la Sala svedese, dedicata ai rapporti tra la Svezia e l'Italia, dove si può anche osservare la collezione di conchiglie donata dalla stilista Roberta di Camerino.

Nel padiglione delle navi invece sono custoditi alcuni esemplari di imbarcazioni, sia  quelle tipiche veneziane (gondole da cerimonia e le barche lagunari da lavoro), che quelle di tipo militare, nonché una parte della sala macchine del panfilo “Elettra” di Guglielmo Marconi.

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Prima pubblicazione: Martedì, 29 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 29 Agosto 2017

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