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Al suo interno una collezione di manufatti vetrari, dal 1° secolo dopo Cristo fino ai giorni più recenti. L'esposizione comprende anche i diversi tipi di tecnica di lavorazione, rappresentati da pezzi unici che descrivono il grado di abilità e di conoscenza tecnica raggiunto.

Nel museo sono presenti, in ordine cronologico, numerosi pezzi realizzati in vetro che partono dai reperti romani dei primi tre secoli dopo Cristo, presenti nella sezione archeologica, fino ad arrivare al XX secolo. 

La raccolta archeologica è composta dai reperti portati dall’Abate Zanetti (fondatore e primo direttore del Museo), collezioni provenienti dal Museo Correr e depositi della Soprintendenza Archeologica: lascito Levi e Museo di San Donato di Zara. 

I vetri ritrovati dal museo di Zara sono di origine romana tra il I e il III secolo d.C. ritrovati nella necropoli di Jader (Zara) principalmente olle in vetro in cui venivano inserite le ceneri dei cadaveri e di Aenona (Nona).

La varietà di vetri è molto alta e fa notare il grado di abilità e di conoscenza tecnica raggiunto attraverso l’invenzione della canna da soffio (Palestina, I sec. a.C.). Grazie a questa tecnica, si è avviato il processo di perfezionamento dell’arte vetraria, che consente di dare agli oggetti in vetro estrema leggerezza e varietà di forme. I primissimi pezzi in vetro (generalmente di piccole dimensioni quali, ad esempio, contenitori per profumi e unguenti) venivano soffiati in stampi semplici o doppi, si presume d’argilla o anche di metallo mentre le decorazioni venivano effettuate a mano libera.

La collezione continua mostrando l'evoluzione della tecnica e la bravura dei maestri vetrai dal XV secolo fino al XX.

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Prima pubblicazione: Martedì, 29 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 03 Ottobre 2017

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