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Non un semplice Museo dedicato al XX secolo italiano ma un importante progetto di rigenerazione urbana, realizzato ispirandosi alle più innovative esperienze europee.

M9 è un progetto di Fondazione di Venezia dal respiro internazionale e un distretto di nuova concezione.

Il Museo del Novecento è distribuito in un'ampia area centrale di Mestre per un totale di 9 ettari distribuita su 7 corpi di fabbrica, dei quali 3 di nuova edificazione; 2 spazi oggi in uso, nel passato erano occupati dalle ex Caserme Matter — un tempo convento di Santa Maria delle Grazie — e Pascoli

La parte museale rappresenta la sezione più corposa composta da più di 2.600 metri quadri, divisi su due piani, di esposizione permanente e ulteriori 1.400 metri quadri dedicati alle esposizioni temporanee. Lo scopo dell'M9 è far conoscere il passato, comprendere il presente ed avere fiducia nel futuro, un luogo in cui rappresentare, studiare e interrogarsi sulla modernità e la contemporaneità, condito da qualità architettonica, servizi innovativi e nuovi spazi collettivi.

L'esposizione permanente — i cui contenuti sono stati curati da 47 persone tra storici, sociologi, demografi, architetti e scrittori — gode di materiali digitali provenienti da più di 100 diversi archivi — per un totale di 60 installazioni multimediali e interattive — il cui racconto del Novecento viene articolato su 8 tematiche:

  • Come eravamo, come siamo. Demografia e strutture sociale: una raffigurazione di come le condizioni ambientali, i flussi migratori, gli eventi bellici e le oscillazioni economiche abbiano impattato sulla dimensione e sulla composizione della popolazione, sui ruoli sociali e sulle dinamiche delle strutture familiari;
  • The Italian way of life. Consumi, costumi e stili di vita: un viaggio nel tempo alla scoperta di quanto sono cambiati nel Novecento i modelli di consumo e gli stili di vita e come il cambiamento sia stato favorito anche dall’introduzione della tecnologia e dall’influsso dei mezzi di comunicazione di massa;
  • La corsa al progresso. Scienza, tecnologia, innovazione: un percorso interattivo conduce il visitatore dietro le quinte della vita quotidiana per scoprire come i meccanismi tecnologici ne hanno spinto la trasformazione, senza quasi rendersene conto;
  • Soldi soldi soldi. Economia, lavoro, produzione e benessere: una riflessione su come l’industrializzazione e la società terziarizzata durante il Novecento abbia registrato una generale ricchezza diffusa in Italia, in parallelo con il declino che stiamo vivendo in questi ultimi 10 anni; 
  • Guardiamoci intorno. Paesaggi e insediamenti urbani: una visione su come le trasformazioni economiche e sociali del ’900 abbiano modificato non solo gli usi e i costumi degli italiani ma anche gli spazi in cui vivono e i paesaggi che osservano;
  • Res publica. Lo Stato, le istituzioni, la politica: un racconto appassionato sugli eventi e i fenomeni collettivi che hanno scandito l’evoluzione politica e istituzionale del paese, l’acquisizione della cittadinanza e le regole del gioco della convivenza democratica;
  • Fare gli italiani. Educazione, formazione e informazione: uno sguardo sulla neonata nazione italiana, come stato unitario, e come l’insegnamento e l’apprendimento di una lingua comune abbia contribuito a diffondere una cultura e un senso di appartenenza condiviso;
  • Per farci riconoscere. Che cosa ci fa sentire italiani: una carellata identitaria della cultura e genialità italica, che ci distingue nel mondo e ci unisce, in analogia o contrapposizione con gli altri popoli con una parentesi ironica sui luoghi comuni, stereotipi, abitudini, vezzi, modi di dire e di fare che ci vengono affibbiati dagli stranieri.

Alla sezione culturale si aggiungono: una mediateca-archivio, aree per le attività didattiche, per eventi e per servizi al pubblico e 280 metri quadri che ospitano un Auditorium–Cinema con schermo 4k e 200 posti dotati di visori VR per proiezioni collettive di realtà virtuale, unico in Italia.

Il contenitore culturale è inserito in una moderna smart city, uno spazio di condivisione, accessibile a tutti e sostenibile per l’ambiente: M9, con i suoi 276 pannelli fotovoltaici, potrà produrre 86 mila kwh di energia solare annua e divenire uno dei primi distretti italiani a ottenere la certificazione di sostenibilità ambientale ed energetica LEED Gold (Leadership in Energy and Environmental Design).

Galleria immagini

L'accesso al Museo visto da Via Pascoli.
Corte dell'albero interna all'area dell'M9
Visione notturna di due degli edifici dell'M9.
L'ingresso principale al Museo del Novecento.
Vista delle due pareti colorate, verso il cielo.

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Pubblicato: Venerdì, 18 Gennaio 2019 — Aggiornato: Sabato, 19 Gennaio 2019