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Qui è custodita la più antica e la più esaustiva pinacoteca cittadina. Al suo interno dipinti che rappresentano momenti cruciali della vita civile, storica e artistica della città, del periodo che va dal Trecento al Settecento, nonché dimora di una delle "icone" per eccellenza conosciuta in tutto il mondo: l'Uomo Vitruviano, di Leonardo Da Vinci.

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Le Gallerie dell'Accademia sono posizionate ai piedi del particolare ponte in legno dell'Accademia che collega il sestiere Dorsoduro con il sestiere San Marco; l'entrata al palazzo è davanti al Canal Grande, campo della Carità, ed esattamente di fronte è prevista anche la fermata del vaporetto.

Prendono il nome dall'Accademia di Belle Arti con la quale — fino al 2004 — hanno condiviso la sede e sono ospitate nell'agglomerato costituito da: l’antica chiesa di Santa Maria della Carità, la Scuola Grande della Carità e il convento dei Canonici Lateranensi, progettato da Andrea Palladio. In esso sono conservate le migliori e più importanti opere d'arte veneziana e veneta realizzate dal XIV al XVIII secolo.

Tra i numerosi nomi di artisti illustri, si ricordano: Jacopo Bellini, Vittore Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tiziano, Giambattista Tiepolo, Canaletto, Guardi, Longhi. In particolare, sono presenti una ventina di capolavori di Jacopo Tintoretto che coprono un ampio arco temporale, a partire dallo stupefacente Miracolo dello schiavo del 1548, realizzato per la Scuola Grande di San Marco.

Fin dalla sua fondazione, l’Accademia acquisiva opere d’arte per la didattica di giovani artisti e il restauro; poi, con la caduta della Serenissima (1797), i principali monumenti vennero spogliati di molti dei loro capolavori, e questa istituzione coprí un ruolo fondamentale nella salvaguardia di questi gioielli artistici che rischiavano di essere dispersi. Con decreto napoleonico venne istituita ufficialmente nel 1807 quale evoluzione della preesistente Accademia dei Pittori e Scultori già attiva, dal 1750, presso il Fonteghetto della Farina a San Marco; in questa occasione venne rifondata - con lo stesso statuto delle Accademie già istituite a Milano e Bologna - nella nuova sede del complesso della Carità, sgombrato dai soppressi Canonici lateranensi e dall’antica Scuola della Carità.

Dopo importanti lavori di adeguamento degli edifici e degli ambienti, conclusi nel 1811 e attuati dall’architetto Giannantonio Selva, fu per la prima volta aperta al pubblico - anche se soltanto per un breve periodo - nel 1817, con grande affluenza di visitatori.

Moltissime persone ancora non lo sanno, ma è proprio qui — tra queste mura — che viene conservato — anche se visibile solo in alcune occasioni — il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci raffigurante le proporzioni umane secondo i canoni antropometrici dell’architetto romano Vitruvio Pollio del I secolo a.C., più comunemente chiamato Uomo Vitruviano. Il disegno è conservato alle Gallerie dell’Accademia fin dal 1822, quando il Governo austriaco lo acquista — assieme ad altri venticinque straordinari disegni di Leonardo — dal collezionista milanese Giuseppe Bossi, che riesce a pubblicarlo nel 1810, dopo secoli di oblio.

Galleria immagini

Immagine intera delle Gallerie dell'Accademia.

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