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Come non addentrarsi nella storia e nella pittura veneziana e veneta: in questo luogo potrai trovare la più antica e la più esaustiva pinacoteca cittadina.

Troverai dipinti che rappresentano momenti cruciali della vita civile, storica e artistica della città, del periodo che va dal Trecento al Settecento, nonché dimora di una delle "icone" per eccellenza conosciuta in tutto il mondo: l'Uomo Vitruviano, di Leonardo Da Vinci.

Le Gallerie sono ospitate nell'agglomerato costituito da: l’antica chiesa di Santa Maria della Carità, la Scuola Grande della Carità e il convento dei Canonici Lateranensi, progettato da Andrea Palladio. In esso sono conservate le migliori e più importanti opere d'arte veneziana e veneta realizzate dal XIV al XVIII secolo.

Tra i numerosi nomi di artisti illustri, si ricordano: Bellini, Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tintoretto, Tiziano, Giambattista Tiepolo, Canaletto, Guardi, Longhi.

Fin da quando è stata fondata, l’Accademia acquisiva opere d’arte per la didattica e il restauro; poi, quando ci fu la caduta della Serenissima (1797) e i principali monumenti vennero spogliati di molti dei loro capolavori, questa istituzione coprí un ruolo fondamentale nella salvaguardia di questi gioielli artistici che rischiavano di essere persi.

Le Gallerie sono posizionate ai piedi del particolare ponte in legno dell'Accademia che collega il sestiere Dorsoduro con il sestiere San Marco; l'entrata al palazzo è davanti al Canal Grande, campo della Carità ed esattamente di fronte è prevista anche l'omonima fermata del vaporetto. Le Gallerie prendono il nome dall'Accademia di Belle Arti con la quale — fino al 2004 — hanno condiviso la sede.

Moltissime persone ancora non lo sanno, ma è proprio qui — tra queste mura — che viene conservato — anche se visibile solo in alcune occasioni — il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci raffigurante le proporzioni umane secondo i canoni antropometrici dell’architetto romano Vitruvio Pollio del I secolo a.C., più comunemente chiamato Uomo Vitruviano. Il disegno è conservato alle Gallerie dell’Accademia fin dal 1822, quando il Governo austriaco lo acquista — assieme ad altri venticinque straordinari disegni di Leonardo — dal collezionista milanese Giuseppe Bossi, che riesce a pubblicarlo nel 1810, dopo secoli di oblio.

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Prima pubblicazione: Martedì, 29 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 19 Settembre 2017

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