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Costruita dagli ebrei provenienti dai Paesi Orientali, questa Scola si riconosce per la sua caratteristica edicola poligonale.

Posizionata di fronte alla Sinagoga Ponentina, la si incontra in Campiello delle scuole provenendo da Fondamenta Cannaregio.

Simile per stile alla Sinagoga Spagnola, questa Scola venne eretta nel Cinquecento dalla comunità ebraica proveniente dal vicino Oriente. Subì un primo restauro attorno al 1680 pare dal bellunese Andrea Brustolon (1662-1732) ma, come per gli altri artisti o architetti che operarono nel ghetto, non esistono prove inconfutabili della sua presenza.

La facciata principale colpisce il passante essendo completamente indipendente dalle case limitrofe (l’unica nel ghetto); è composta da tre ordini di finestre di diversa forma e dimensione attorniate da vari riquadri in rilievo. L'ingresso dal campiello è ormai chiuso da diversi anni, per cui l'accesso attuale si trova in calle Barucchi; da questo lato dell'edificio, nel quale si individuano delle similitudini con la facciata principale, sporge un’edicola poligonale con tetto a conchiglia, elemento caratteristico delle sinagoghe veneziane.

Passando all'interno, dopo aver avuto accesso all’ampio portale, si entra nell'atrio composto da una lunga sala rettangolare costituita da un prezioso soffitto con decorazioni lignee e dorature e l'antica cassetta per le offerte. Sulla destra è presente la Scoletta Luzzatto, adibita a sala di studio e preghiera.

Due rampe di scale conducono alla sala di preghiera, non di ampie dimensioni ma dotata di un fascino tutto particolare. La disposizione delle strutture religiose è comune alle altre sinagoghe del ghetto, in particolare la tevà (pulpito) è posta di fronte all’aròn o arca sacra (l’armadio che contiene le sacre scritture) e risulta essere meravigliosamente decorata; il pulpito mostra, infatti, un basamento a motivi floreali che sostiene due colonne a forma di spirale anch’esse decorate con motivi di fiori. Attraverso due ampie scale si accede al piano del pulpito che risulta essere chiuso da un architrave mentre nello sfondo si può notare l’edicola illuminata da tre ampie finestre, con una fantastica semicupola a conchiglia. Il farzo della tribuna contrasta, almeno in apparenza, con la semplicità dell'aròn e le sue colonne in stile classico realizzate in marmo nero. Le ante dell'Arca Santa, come da consuetudine, sono decorate con incisioni dei Dieci Comandamenti e la data del calendario ebraico 5543 (1782) mentre negli spazi circostanti si possono leggere altre citazioni bibliche.

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Pubblicato: Martedì, 10 Febbraio 2015 — Aggiornato: Martedì, 10 Febbraio 2015

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