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La più antica Scola veneziana, di rito ashkenazita (ossia tedesco), è posizionata nell'ampio campo del Ghetto Nuovo.

Se non fosse per le sue cinque caratteristiche arcate in pietra bianca e la scritta subito sotto il cornicione, non sarebbe semplice distinguerla dal resto degli edifici. 

"Bet ha-kenèset hagedolà Kerminag askenazim" è l'iscrizione leggibile sul portale d'ingresso della Sinagoga e sta a significare che ci si trova davanti alla "scuola grande secondo il rito tedesco", dono di Joseph e Samuel Matatià. Subito sotto il cornicione è, inoltre, presente una frase scritta in ebraico che rinnova l'indicazione del luogo e benedice i suoi fedeli.

Venne edificata, una prima volta, nel 1528, nuovamente tra il 1732 e il 1733, per poi essere ristrutturata negli anni 1975-1979.

L'architetto che ha costruito questa sinagoga, ha dovuto faticare un bel pò per dare una sembianza di equilibrio alla struttura in quanto la sua forma è elittica e l'aula di preghiera e studio, che presenta una forma trapezoidale, ha dovuto seguire la curvatura del rio sottostante. La sala ha subìto numerose modificazioni durante i secoli, per esempio la tevà (pulpito, tavolo da cui si legge la Torà), di forma poligonale, è stata arretrata rispetto alla posizione originale che probabilmente era in centro alla stanza, sotto la lanterna e si presume che intorno ad essa fossero posizionati i banchi. Questo spostamento della tevà, avvenuto verso la metà dell'Ottocento, ha portato alla muratura di due dei cinque finestroni, elemento caratterizzante della maggior parte delle "scole" veneziane (le cinque finestre corrispondono ai cinque libri della Torà). 

I rivestimenti interni rispecchiano i lavori di restauro che il luogo ha subito in particolare, per quanto riguarda la parte antica dell'aula, è presente un materiale povero per le decorazioni (marmorino) che bene si affianca al legno di ciliegio. Una delle particolarità di questa sinagoga, che la differenzia dalle altre presenti in città, è la trascrizione dei Dieci Comandamenti (secondo la versione dell'Esodo) che corre lungo tutte le pareti. Per quanto concerne, invece, l'attività di ristrutturazione che ha interessato il periodo storico compreso tra il Seicento e la metà dell'Ottocento, segnaliamo l'aròn (l'armadio contenente le leggi sacre) donato dal maggiore dei fratelli Zamel, il rabbino Menachem Cividale nel 1672 (5432 secondo il calendario ebraico), e i seggi per i parnassim (sovrintendenti alla scola). Infine, sulle porte dell'Arca santa di stile barocco sono riprodotti i Dieci Comandamenti intarsiati magnificamente in madreperla.

Ultimamente la Scola Grande Tedesca è aperta solo occasionalmente, per qualche cerimonia solenne o privata.

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 28 Gennaio 2015 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 04 Febbraio 2015

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