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Cantón in veneziano significa "angolo": che derivi proprio da qui il nome di questo prezioso luogo di culto ebraico? 

Nonostante la tradizione ebraica non incoraggi la presenza di immagini religiose, la Sinagoga Canton, di rito tedesco, sembra fare eccezione a questa regola. 

Due sono le chiavi di lettura interpretative che sono state date per il nome di questa Scola ebraica: la prima, la più originale e curiosa, si focalizza sulla sua posizione particolare, in cantón («angolo», in italiano) l'altra invece, come spesso accade per le abitazioni, la associa al cognome della famiglia Canton (o Cantoni) che probabilmente fondò la “scola”.

Unica tra le sinagoghe del ghetto a non essere influenzata da uno stile particolare, la Scola Canton è quella che più si avvicina all'architettura delle sinagoghe europee: imponente ma resa calda ed accogliente da molteplici decorazioni lignee. La sinagoga, di rito ashkenazita, venne eretta a cavallo tra il 1531 e il 1532 per venire poi ampliata nei secoli successivi fino al 1780, anno dell'ultimo intervento di ristrutturazione. 

Esternamente non è immediatamente visibile ma appare come una graziosa mansardina lignea, con vetrate colorate ed una cupolina celeste che illumina la tevà (pulpito). Un semplice portale consente l'accesso ad un ampio atrio e ad una scala a fianco della quale si può leggere una targa che certifica che l'anno di costruzione del luogo di culto fu 5292, secondo il calendario ebraico (1532 per noi).

Un lungo corridoio porta alla piccola “scola” e consente di far notare, immediatamente di fronte, i cinque finestroni, comuni alle sinagoghe veneziane, che simboleggiano i cinque libri della Torà. A destra dell'entrata, trova posto l'aròn (l'armadio sacro contenente le sacre leggi) con una decorazione molto complessa e pesante mentre le porte sono ornate d'oro e rappresentano i Dieci Comandamenti. Nei gradini dell’aròn si trova un’iscrizione che molto probabilmente tratta di un sacrificio mentre il pavimento, a terrazzo veneziano, ha al centro un disegno circolare.

Alla sinistra dell’entrata, è presente la zona dedicata alla tevà, molto più leggiadra grazie anche alla magnifica illuminazione della cupola; il pulpito mescola degli ornamenti di gusto rococò con eleganti motivi pompeiani, inseriti ed armonizzati sapientemente con il resto della decorazione. Meritevoli di nota, le quattro colonne di rami intrecciati che sorreggono l’abside.

Una delle particolarità di questa sinagoga è la presenza di otto pannelli incantevoli tratti dal libro dell'Esodo, che raffigurano il passaggio del Mar Rosso, l'altare dei sacrifici, la manna, l'Arca sulle rive del Giordano, Qòrach, il dono della Torà e Mosè mentre fa fluire le acque.

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Prima pubblicazione: Sabato, 28 Marzo 2015 — Ultimo aggiornamento: Lunedì, 30 Marzo 2015

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