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Le ceneri di Daniele Manin giunsero a Venezia nel 1868, accolte da un fiume di persone mestamente emozionate. La sua memoria rimane ancora oggi viva in varie parti della città, tra cui il suo monumento funebre a pochi passi dall'entrata della Basilica di San Marco.

A Daniele Manin sono dedicati vari monumenti — interni o esterni — a memoria dell'importanza che ha ricoperto il suo ruolo nella città e per la città. Tra questi ricordiamo il campo omonimo e il monumento presente in esso, così come il busto a lui dedicato all'interno dell'Ateneo Veneto, nella sala Tommaseo.

Il monumento funebre si trova invece sulla parete sinistra della Basilica di San Marco — dando le spalle al Palazzo del Patriarcato —, protetto da una cancellata disegnata da Luigi Borro, che custodisce al suo interno il sepolcro in porfido contenente le ceneri del patriota italiano.

Daniele Manin fu un politico veneziano dell'Ottocento, figura chiave dei moti risorgimentali in laguna, che assunse l'incarico di Presidente del governo provvisorio di Venezia nel 1848-1849.

Morì in esilio in Francia il 22 settembre 1857, assistito dal figlio Giorgio e il suo corpo venne sepolto nel cimitero di Montmartre, accanto alla figlia Emilia. Con il trattato di Vienna del 3 ottobre 1866, che sancì l'annessione di Venezia e della terraferma veneta al Regno d'Italia, il figlio Giorgio potè tornare in patria e immediatamente adoperarsi per cercare di riportare a Venezia la salma del padre.

Le spoglie mortali del padre vennero riportate in Italia due anni dopo e a Venezia la data coincise con i vent'anni esatti dalla proclamazione della Repubblica di Venezia: 22 marzo 1868.

Il corpo di Daniele Manin venne celebrato da un'immensa folla commossa che accompagnò la bara in un lungo corteo dalla Stazione Ferroviaria Santa Lucia a San Marco. A Piazza San Marco ci fu una solenne cerimonia e Manin venne sepolto all'interno della Basilica di San Marco, nel nartece (un vano trasversale, posto a stretto contatto con la facciata). Alcuni anni dopo però, nel 1875, le autorità ecclesiastiche si opposero e il sarcofago venne così trasferito nell'attuale posizione all'esterno della Chiesa, sotto il quinto arcone del fianco nord basilicale.

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Pubblicato: Martedì, 28 Novembre 2017 — Aggiornato: Martedì, 28 Novembre 2017

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