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La leggenda lo vuole come il trono del Flagello di Dio. Il dato più importante è che risale al V secolo d.C., un reperto antico quanto la nascita dei primi insediamenti torcelliani.

L'isola di Torcello è stata una delle prime terre — assieme a Chioggia, Cavarzere, Malamocco, Rialto e Grado — ad accogliere l'ingente afflusso dei veneti provenienti dalla terraferma, quando i Longobardi invasero i loro territori nel 568 d.c.. La violenta conquista delle popolazioni germaniche modificò la piramide sociale dei veneziani, che dovettero abbandonare tutti i loro beni in terraferma per riuscire a mantenere la libertà. Infatti tutto il territorio lagunare che si estendeva da Cavarzere a Grado rimase fuori dal controllo del regno longobardo dato che veniva considerato ancora parte dell'Impero Romano. Le più alte cariche romano-bizantine avevano la sede nelle città di Ravenna e di Pola, in Istria, mentre i comandanti militari, che le rappresentavano, erano dislocati nelle città lagunari venete, dove venivano chiamati tribuni.

L'isola diviene velocemente uno dei centri più importanti per la vita sociale ed economica della civiltà veneziana, arrivando a contare fino a ventimila abitanti, anche grazie al vescovo della diocesi di Altino che, nel 638, volle trasferire la sua sede nell'isola Torcello. Questi dati sembrano incredibili dato che oggi si contano solamente una ventina di residenti. Da sempre l'isola è nota poichè i suoi luoghi sono stati teatro di leggende e storie curiose come quella del ponte del Diavolo o quella del trono di Attila — definito dal popolo el caregon de Atila — il re degli Unni.

Un'antica leggenda racconta che —  nel V secolo d.c. — gli Unni, dopo aver depredato l'entroterra veneto, arrivarono fino all’isola di Torcello, nella quale, nel frattempo, avevano trovato rifugio gli abitanti della vicina città di Altino, che diedero il nome di Turricellum alla loro nuova patria. Il trono di pietra che ancora oggi si può ammirare di fronte alla Chiesa di Santa Fosca sarebbe stato realizzato per il famoso re degli Unni — Attila — noto per il suo epiteto flagello di Dio, a causa della violenza con cui si scagliava verso i nemici.

Da quello che riportano invece le fonti storiche, gli Unni non arrivarono mai nell'isola Torcello, ma nel 452 d.c. si fermarono prima ad Aquileia — conquistata e parzialmente distrutta, dopo un assedio durato tre mesi — per poi scagliarsi contro le città di Concordia, Oderzo, Altino, Padova ed Este. Altri storci inoltre sottolineano che essendo gli Unni un popolo nomade della steppa, risulta difficile credere che potesse loro interessare la conquista di un'isola con tutte le difficoltà di un assedio via mare.

Nonostante questa famosa leggenda non abbia delle basi storiche, rimane questo importante reperto storico in pietra che risale al V secolo d.c. —  periodo in cui nasce e si sviluppa la comunità nell'isola — che, con tutta probabilità, veniva utilizzato come scranna dalle figure più importanti del potere spirituale e temporale che governavano la popolazione torcellese come il magister militum, ovvero il governatore dell’isola, durante le riunioni del consiglio e quando amministrava la giustizia, dai tribuni dell’amministrazione e dalla figura vescovile.

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Pubblicato: Lunedì, 30 Ottobre 2017 — Aggiornato: Lunedì, 30 Ottobre 2017

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