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Una torre campanaria custode della più antica campana di Venezia, nonché una delle più antiche in Europa.

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Non si rilevano fonti certe sulla datazione del campanile di Santa Caterina ma le sue tipicità architettoniche lo attribuiscono al Trecento, così come una delle sue campane. Prima che il monastero benedettino venisse abbattuto, le sue pareti appoggiavano a quelle della torre. 

Il campanile è stato più volte rimaneggiato per cause di maltempo: nel 1762 grazie al testamento di una monaca, nel 1910 per volere del parroco don Giuseppe Camozzo, nel 1987 grazie alle volontà di monsignor Ettore Fornezza e infine nel 2016 su interessamento del parroco don Enzo Piasentin.

Attualmente il campanile conserva tre campane. Una di queste, caratterizzata da una forma allungata tipicamente in stile bizantino, si distingue per essere la più antica campana di Venezia: è datata 1318 ed è una delle più vetuste d’Europa.

La preziosa campana proviene dalla parrocchia di Sant'Angelo — della quale rimane solo la torre campanaria — prima che il complesso religioso venisse soppresso da Napoleone nell'Ottocento. Attualmente, per ragioni di sicurezza, le campane sono suonate attraverso un impianto elettrico mentre un tempo manualmente e i batacchi originali — esposti nel chiostro della Chiesa di Santa Caterina — sono stati sostituiti da altri in bronzo di fattezza tedesca.

La campana più antica — che nel 2018 ha festeggiato i suoi primi 700 anni — da alcuni viene definita addirittura magica: la sua straordinarietà è legata ai materiali con cui è stata costruita — bronzo, oro e argento — che hanno il potere di tenere lontani i fulmini.

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La torre campanaria e parte della Chiesa di Santa Caterina — (Archivio Venipedia/Bazzmann)

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