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Un soffitto a carena di nave, preziose opere del Tintoretto e numerose pale dedicate ai Santi: al suo interno un altare che è un vero capolavoro barocco del Seicento.

La chiesa si trova nell'omonimo campo Santo Stefano, campo tra il ponte dell'Accademia e il campo Sant'Angelo in direzione San Marco al cui centro si erge il monumento a Niccolò Tommaseo, letterato e patriota.

La chiesa venne costruita nel XIII secolo ad opera dei frati Eremitani di Sant'Agostino che vollero dedicarla al primo martire della cristianità.

Bartolomeo Querini, Vescovo di Castello nel 1294 ne posò la prima pietra e fu terminata nel 1325, grazie alla Repubblica Serenissima che contribuì con finanziamenti consistenti, successivamente vi furono delle aggiunte costruttive e anche decorative tanto da renderla una dei migliori esempi di archittettura gotico-fiorita veneziana.

Sulla facciata risalta il portale marmoreo, opera di Bartolomeo Bon (1442), all'interno essa è suddivisa in tre navate sostenute da colonne che sostengono il soffitto a carena di nave.

Entrando lungo la navata destra troviamo l'altare con la pala di Nicolò Bambini intitolata Natività di Maria, sull'altare successivo dedicato a San Luigi Gonzaga, Sant'Antonio abate, San Francesco Saverio, ne ammiriamo la pala di Giuseppe Angeli, sull'altare successivo si trova la pala di Jacopo Marieschi raffigurante l'Immacolata con i Santi Giovanni Nepomuceno e Lucia, su quello ancora successivo, intitolato a Sant'Agostino, vediamo l'opera di Giustino Menescardi intitolata Sant'Agostino scaccia gli eretici,

Entrando lungo la navata sinistra troviamo l'altare della Madonna della Cintura con la pala di Leonardo Corona, poi l'altare dell'Addolorata con la pala di Antonio Matteini, poi l'altare intitolato a San Nicola da Tolentino con una tela raffigurante L'Incoronazione della Vergine, poi l'altare di Santo Stefano con il Martirio di Santo Stefano, opera di Antonio Ferrari detto Foler, sull'altare successivo la pala di Girolamo Brusaferro raffigurante la Madonna col Bambino.

Degli altari che si trovano all'interno, alcuni risalgono al Settecento, mentre l'altare maggiore – che è un capolavoro barocco – risale al Seicento ed è opera di Angelo Panizza detto tajapiera (tagliapietra).

Essa è ricca di opera d'arte racchiuse all'interno della sagrestia e del chiostro delle sculture. All'interno della sagrestia troviamo opere di Jacopo Tintoretto quali L'Ultima Cena, l'Orazione nell'Orto, la Resurrezione, Cristo lava i piedi agli Apostoli, opere di Antonio Vivarini, detto anche Antonio da Murano, quali San Lorenzo Martire e San Nicola di Bari, per elencare le più importanti.

All'interno del chiostro delle sculture troviamo la stele funeraria del senatore Giovanni Falier e un bassorilievo opera di Antonio Canova.

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Prima pubblicazione: Martedì, 22 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Gennaio 2016

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