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Una delle chiese più antiche, collocata in una delle poche zone di Venezia ancora popolata da veneziani e per questo autentiche e vive.

Affacciata sul canale della Giudecca, gode di una splendida visuale sulla città.

L'edificio — dedicato alle quattro vergini di Aquileia: Eufemia, Dorotea, Tecla ed Erasma rese martiri dall'imperatore romano Nerone  rappresenta la costruzione più antica della Giudecca e una delle più datate di Venezia.

Pare esser stata costruita, per la prima volta, nell'865 e — tra le varie sistemazioni — venne rifabbricata nel 1100. Nel 1380, le spoglie delle martiri, precedentemente deposte a Grado per 400 anni, vennero posizionate sotto all'altare maggiore.

Oltre a questa ristrutturazione, la chiesa subì altre modificazioni nel Seicento e nel Settecento, ed oggi la ritroviamo con una pianta basilicale a tre navate suddivise da due colonnati con belli e antichi capitelli del XI secolo; la facciata, semplice e spoglia a capanna, è tripartita da due lesene ed illuminata da finestre semicircolari. Il portale è sormontato da un bassorilievo raffigurante La Vergine col Bambino tra San Rocco e Sant'Eufemia attribuito allo scultore Bregno.

Alla destra della chiesa, è presente un portico architravato mentre dietro è presente un campanile alto all'incirca 20 metri.

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Prima pubblicazione: Lunedì, 21 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 30 Agosto 2017

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