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Gli studiosi si dividono tra coloro che la ritengono edificata nel X e chi nell'XI secolo, così come sconosciuta è per volontà di quale famiglia, tra Melini e Molin, sia stata eretta.

La chiesa, che si trova all'interno delle Zattere in un grazioso campo omonimo vicino alla chiesa dei Gesuati, si presenta spoglia con una facciata in mattoni e le travature in legno.

Incerta è la sua data di costruzione, anche se antichissima, alcuni la collocano alla fine del X secolo mentre altri la fanno appartenere al secolo successivo. Una sua prima riedificazione risale ai primi anni del XII secolo a seguito di un devastante incendio che la distrusse; in questa occasione, assunse la tipica strutturazione veneto-bizantina caratterizzata da una pianta basilicale a tre navate.

Nel corso dei secoli, il luogo di culto subì numerosi rimaneggiamenti, anche se parziali, e in particolare gli interventi effettuati nel Novecento snaturarono completamente l'interno; dell'edificio originale, persistono oggi solo una serie di lesene raccordate tra loro da dei doppi archetti ciechi, posizionati sul fianco della navata. Gli affreschi, il tetto, i mosaici, gli altari e le varie opere scultoree interne sono stati, tra un restauro e l'altro, dispersi oppure distrutti. Una delle poche opere sopravissute agli anni è di Pino Casarini e raffigura il Sacro Cuore in gloria

Nel 1810 la chiesa, così come la maggior parte dei luoghi ecclesiastici, sotto il dominio napoleonico fu soppressa e finì per essere utilizzata come magazzino, prima di legname, poi di carbone e poi di altro. Verso la metà del XIX secolo, l'edificio fu acquistato dai padri Antonangelo e Marcantonio Conti Cavanis che ne fecero l'oratorio dell'Istituto di educazione per i giovani, sotto il patrocinio di S. Giuseppe Calasanzio, che occupava l'attiguo Palazzo Da Mosto. I fratelli Cavanis misero mano alla chiesa secondo il disegno di Dal Peder, architetto della Marina Austriaca e l'edificio rivide nuovamente la luce nel 1854. A causa di un guasto avvenuto nel pozzo artesiano presente nel campo, la chiesa venne chiusa e, solo dopo un restauro e le relative verifiche da parte del Demanio, venne riaperta al culto divino nel 1872.

Si dice, infine, che nella contrada di S. Agnese, vennero trasferiti nel secolo XIV gli abitanti dell'isola di Poveglia, per la loro disobbedienza al governo della Serenissima.

Il campanile a vela, attualmente visibile, ha sostituito l'antica torre campanaria dopo la sua demolizione.

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 04 Febbraio 2015 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Gennaio 2016

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