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Nobile lo scopo che portò all'istituzione di questa luogo: proteggere le giovani donne povere e senza dote, cosiddette zitelle, per evitare che prendessero brutte strade e insegnare loro un mestiere.

È indubbio che, lo spettacolo che si presenta osservando il Canale della Giudecca, è davvero indimenticabile. 

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Edificio facente parte del complesso ecclesiastico di Santa Maria della Presentazione istituito per assistere ragazze senza marito e senza dote perchè povere (da qui il nomignolo "delle Zitelle") che spesso erano costrette a prostituirsi; in questo centro, le giovani donne imparavano un mestiere come il cucito o i merletti in modo che potessero mantenersi (nacque proprio una rinomata scuola di merletto passata alla storia per il "punto in aria").

L'architettura classica della chiesa non può essere attribuita, per mancanza di fonti, ad Andrea Palladio (1508-1580) ma sicuramente i realizzatori furoni Giacomo Bozzetto all'inizio e Bortolomeo Manopola poi, nel 1581 - 1586.

La facciata, circondata da entrambi i lati dall'ospizio, è a due ordini, con la parte inferiore con due piccole finestre e nella parte superiore con una grande apertura a semi cerchio. Sopra al timpano, due torrette campanarie sono disposte in maniera simmetrica e una notevole cupola con un'imponente lanterna termina la costruzione; questa particolare architettura, si può piacevolmente ammirare dall'opposta Fondamenta delle Zattere.

L'interno della chiesa è a pianta poligonale e tra le varie opere d'arte spicca l'altare maggiore realizzato grazie alla generosità del mercante Bortolomeo Marchesi che, come riconoscimento, venne, nel momento della sua morte, sotterrato sotto di esso.

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La facciata principale della Chiesa di Santa Maria della Presentazione

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