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La chiesa si trova nell'isola di Mazzorbo ed è l'unico edificio religioso — dei 10 un tempo esistenti — rimasto sull'isola.

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Il primo complesso monumentale, composto da ospedale e chiesa, pare sia stato eretto nel VIII secolo mentre la costruzione attuale, connessa con l'adiacente monastero femminile oggi inesistente, venne fondata nel 1291.

Nel 1432 il vescovo di Torcello, Filippo Paruta, unì a Santa Caterina il monastero e le rendite di San Nicolò della Cavana (isola vicina a Mazzorbo) e di Santa Maria Maddalena dell'isola della Gaiata (a nord-est di Torcello), l'uno abitato da benedettine sin dal 1303, l'altro appartenente ai Canonici regolari.

La chiesa appartenne alle monache benedettine abitanti nell'annesso convento e che, nel 1696, contò ben 40 religiose. Per effetto del decreto 28 luglio 1806, successivamente il monastero fu quasi interamente abbattuto e le monache trasferite a San Giovanni Evangelista di Torcello, in esecuzione del decreto del Regno Italico dell'8 giugno 1805; la chiesa si salvò e diventò parrocchiale.

Il luogo di culto subì numerosi rimaneggiamenti: il primo intervento di ristrutturazione importante avvenne nel 1712 grazie alla volontà di pio Pietro Tabacco, a cui seguì quello degli anni 1922-1925 e uno più recente — avvenuto nel 2002 — che restituì all'edificio le sue sembianze iniziali di sobrierà ed essenzialità.

Per accedere alla chiesa, si attraversa un portale ligneo del XVI secolo sormontato da un bassorilievo in pietra d'Istria del 1368 raffigurante le Nozze mistiche di Santa Caterina; nel rilievo marmoreo due figure assistono l'evento e queste rappresentano i due donatori che hanno permesso la realizzazione dell'opera, uno dei quali è la badessa Elisabetta Dolfin. Superato l'ingresso, si viene accolti da un raffinato atrio con pavimentazione a spina di pesce e un cortile dove sono presenti alcuni elementi risalenti all'antico convento: lapidi, plutei, cornici, rilievi nonché due macine da mulino e l'opera la Madonna Gotica di San Giacomo in Paludo.

All'interno della chiesa, ad unica navata, troviamo quattro altari marmorei e nel presbiterio l'altare maggiore, in marmo rosso, presenta la pala cinquecentesca di Giuseppe Porta detto il Salviati raffigurante il Battesimo di Cristo con la Maddalena e Santa Caterina. Di notevole bellezza, inoltre, il soffitto a carena rovesciata e il barco, dove le monache stazionavano per poter assistere alle celebrazioni liturgiche. Nella cappella maggiore è anche visibile la pietra tombale della famiglia Michiel.

Infine, una menzione particolare viene fatta alla torre campanaria trecentesca che conserva la campana più antica di Venezia e una delle più datate d'Europa.

Galleria immagini

L'esterno della chiesa di Santa Caterina comprendente anche il Campanile.
Parete della chiesa che si affaccia al giardino e all'orto del luogo di culto.
Il portale d'accesso alla chiesa di Santa Caterina dove si intravede l'atrio interno.
Particolare prospettiva del bassorilievo che sovrasta l'ingresso della chiesa.

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