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La chiesa di San Giuliano, Zulian in veneziano, si trova a pochi passi da piazza San Marco ma sorge praticamente isolata.

In questa chiesa la Serenissima permise, per la prima volta, di erigere una scultura ad un uomo non santo; infatti, la facciata di questo luogo di culto celebra il medico Tommaso Rangone di Ravenna. Nessuno prima, né doge, né nobile, né eroe militare, riuscì ad ottenere tale privilegio.

Luogo di culto titolato al martire di Antiochia San Giuliano, che con la moglie Basilissa, venne martoriato nel 304 ad Alessandria. 

La chiesa antica venne eretta per la prima volta nel IX secolo e venne ripetute volte distrutta e ricostruita; l'ultima volta ciò avvenne nella metà del XVI secolo grazie ai finanziamenti del medico ravennate Tommaso Rangone, che ottenne dalla Serenissima di erigere nella chiesa una statua che lo raffigurasse. Fino ad allora, la Repubblica bandiva qualsiasi tipo di culto della personalità per cui l'anno 1553, durante il quale venne eretta la chiesa, fu un anno di svolta e un cambio epocale nella decisione del governo di concedere un riconoscimento, in maniera tangibile ed evidente, a coloro che finanziavano la costruzioni di monumenti, consentendo la presenza di un'opera artistica ad essi dedicata.

La facciata venne realizzata da Jacopo Sansovino, il cui merito principale fu rappresentato dal disegno progettuale e da Alessandro Vittoria responsabile della realizzazione del prospetto e delle decorazioni. Sopra il portale d'ingresso, in una lunetta, è presenta la statua raffigurante il committente e ai lati sono presenti due iscrizioni in latino, ebraico e greco, sicuramente volute da Rangone per i suoi studi scientifici e filosofici.

L'interno, costituito da una sola navata a forma pressochè quadrata, si possono ammirare opere di: Jacopo Palma il Giovane San Giuliano in gloria e l'Assunta, Boccaccio Boccaccino La vergine in trono col Putto tra i Santi Pietro, San Michele arcangelo, Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, Paolo Veronese La Sacra Conversazione, Gerolamo Campagna a mostrare Cristo morto sostenuto dagli angeli e di molti altri artisti; un'occhiata speciale meritano i meravigliosi stucchi di Alessandro Vittoria. Notevole risulta anche il soffitto in legno a cassettone suddiviso in comparti con splendide cornici dorate che ospitano il dipinto di Jacopo Negretti.

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Prima pubblicazione: Domenica, 29 Giugno 2014 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 18 Agosto 2017

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