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Da sempre questo luogo sacro ha avuto un particolare significato per i marinai in quanto la cima del suo campanile era l’ultima cosa che vedevano allontanandosi dalla città verso terre lontane e la prima magica apparizione al loro ritorno a casa.

Non a caso venne dedicata a San Nicola in veneziano Nicolò, vescovo di Myra in Licia (odierna Turchia), protettore dei naviganti.

Quando Venezia nel 1571 vinse la guerra di Lepanto, le campane della torre campanaria di San Nicolò furono le prime ad annunciare la grande vittoria, in quanto i padri benedettini videro per primi le navi al rientro in laguna.

La chiesa di S. Nicolò è situata a nord del Lido di Venezia, vicina alla punta omonima che controlla la bocca di porto dove è presente anche l'Aeroporto Nicelli.

L’edificio originale venne eretto a metà circa dell’XI secolo durante il dogato di Domenico Contarini e venne inaugurato nel 1053. Strutturato a tre navate con tre cappelle absidali, mostrava una dimensione piuttosto ridotta. Ciò non disturbava i fedeli in quanto la chiesa era estremamente visitata dai veneziani praticanti che rendevano omaggio alle reliquie di tre santi trafugate da Myra dalla flotta veneziana nel 1100: san Nicolò il Grande, san Nicolò Zio e san Teodoro.

Nel 1071, quando la Basilica di San Marco fu inutilizzabile causa restauro, questo luogo di culto ospitò la celebrazione di incoronazione del nuovo doge Domenico Selvo. Da sempre, inoltre, il luogo era considerato punto di riferimento per tutti quegli avvenimenti legati alll’acqua, che siano essi tradizionali come lo Sposalizio del Mare o belligeranti come la IV Crociata che portò alla conquista di Costantinopoli (1202).

Nel 1134 la chiesa subì un primo intervento di ampliamento, poi un restauro nel 1316 ed infine venne rasa al suolo nel 1628. La fabbrica attuale risale al XVII secolo la cui facciata dimostra di non essere mai stata completata e come unico elemento caratterizzante è visibile l’urna marmorea del Doge Domenico Contarini posta nel 1640. La ricostruzione del tempio riguarda anche il suo campanile, sempre seicentesco, che presenta uno stile barocco con cupoletta finale; le campane cinquecentesche sono visibili al suo interno.

Nel 1770 il convento venne soppresso e la chiesa riuscì per un certo periodo a rimanere aperta al culto; nel 1806 fu destinata a cappella della caserma militare fino al Novecento quando i Frati Minori accettarono l’incarico di provvedere alla gestione del monastero.

Il suo interno, composto da un'unica navate e sei cappelle laterali, mostra l'affresco Allegoria di Venezia ai piedi di San Nicolò di Girolamo Pellegrini, di statue e di una pala d'altare di un certo pregio e un monumentale altare disegnato dall'architetto Cosimo Fanzago e che custodisce le spoglie dei tre santi. Si segnala inoltre, per la notevole fattezza, il crocifisso in legno di scultore ignoto e il coro ligneo di Giovanni da Crema. In questo luogo è stato sepolto Torello Salinguerra, signore di Ferrara che lavorò al servizio di Federico II, venuto a mancare nel 1244.

È possibile visitare, nell'attiguo convento, i capitelli veneto-bizantini originari del XI secolo, una vera da pozzo cinquecentesca e il mosaico pavimentale dell'Antica Basilica di San Nicolò di Lido ogni giovedì pomeriggio dalle ore 15:30 alle ore 17:00 percorrendo la strada senza uscita situata alla destra della chiesa e suonando il campanello dell'E.I.U.C. (centro Universitario Europeo per i Diritti Umani e la Democratizzazione).

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Prima pubblicazione: Venerdì, 06 Maggio 2016 — Ultimo aggiornamento: Lunedì, 23 Maggio 2016

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