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A pochi passi da Piazzale Roma, questo edificio religioso di generose dimensioni domina l'intero Campo dei Tolentini.

Il contiguo convento, oggi, ospita l'Università IUAV di Venezia. Un perfetto mix tra religiosità ed architettura.

Nota come chiesa dei Tolentini, è stata ideata nel 1591 da Vincenzo Scamozzi su volontà dell'Ordine dei Chierici regolari Teatini ma dopo alcuni anni dall'avvio dei lavori, causa richieste economiche troppe ingenti, la collaborazione con lo Scamozzi terminò e l'edificio venne comunque realizzato dai religiosi.

La consacrazione avvenne il 20 ottobre 1602 dal patriarca Matteo Zane.

Il tempio è composto da pianta a croce latina, un presbiterio rettangolare e un coro posizionato dietro all'altare maggiore realizzato nel 1661 da Baldassarre Longhena con a lato il monumento in ricordo del patriarca Gianfrancesco Morosini del 1678. L'interno è ad un'unica navata con tre cappelle laterali; in particolare, la prima, dedicata alla famiglia Corner, contiene una bella pala opera di Jacopo Palma il Giovane.   

La facciata venne realizzata solo un secolo dopo grazie ad una consistente donazione da parte del nobile Alvise Da Mosto che investì la cifra di 10.000 ducati ed incaricò di tale compito l'architetto Andrea Tirali che ri-ideò anche il campiello davanti. Al termine dei lavori (1714), la chiesa si presenta con un ampio pronao perimetrato da 8 colonne corinzie raggiungibili dopo una breve scala; la facciata in pietra d'Istria si presenta in modo molto semplice e lineare che ricorda  molto i templi greci.

Tra le cappelle della chiesa, ne è presente una dedicata a San Gaetano: per anni, a partire dal 1684 data in cui Francesco Morosini conquistò Corone e avviò una serie di vittorie militari importanti per la Serenissima (Morea, Corinto, Atene), nel giorno dedicato al Santo, il doge in carica, si recava nella chiesa a pregare e ringraziare per la Provvidenza.

Aneddoto interessante collegato a questo luogo sacro: la storia racconta che un certo Romano, fingendo di essere un fervido devoto e praticante di San Gaetano, che ripetutamente pregava e offriva qualche elemosina alla cappella, riuscì ad ottenere la fiducia dei frati e gli venne permesso di pulire gli ori e le gioie presenti nella chiesa. Ma ben presto, i religiosi si resero conto che il furfante riconsegnava delle copie fasulle dei tesori, fu denunciato e ricercato ma ormai del furbo Romano non c'era più traccia.    

Nel 1810, il convento presente di lato alla chiesa fu destinato a caserma mentre attualmente è sede dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV).

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 23 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Gennaio 2016

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