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Inserita nel cuore di una delle zone più popolari di Venezia, questo luogo di culto si raggiunge facilmente dalla Riva dei Sette Martiri o dall'approdo dei Giardini attraversando i giardini di Castello. Al suo interno un meraviglioso e impressionante affresco che decora il soffitto, quasi a duplicare le dimensioni della Chiesa.

La sua costruzione, insieme a quella del vicino convento affidato poi alle monache agostiniane, si presume avvenne subito dopo il 1512 su decreto senatorio della Serenissima. il luogo in cui venne eretta fu frutto di una attività di imbonimento dell'area allora paludosa, finalizzata ad ospitare un nuovo insediamento civile, nuove case e un nuovo polo della vita spirituale.

Le mura della chiesa e del monastero furono alzate nel 1525 e, solo nel 1543, venne dedicata a San Giuseppe, marito della Beata Vergine (c'è ancora traccia della cosa, grazie ad una incisione presente nel lato destro del portale d'ingresso. I lavori all'interno del luogo di culto vennero ultimati solo nel 1563 quando venne costruito l'altare maggiore grazie alla donazione della famiglia Grimani, la quale realizzò anche un mausoleo titolato al doge Marino Grimani.

Il convento e la chiesa furono di pertinenza dell'Ordine agostiniano fino al 1801 per passare poi, dopo le soppressioni napoleoniche, alle suore salesiane francesi della Visitazione.

La sua archittetura esterna e la facciata, che si affaccia sul campo omonino, si presenta spoglia; unica nota decorativa è l'ornamento del suo portale, finanziato anch'esso dalla famiglia Grimani, sul quale si trova un bassorilievo che rappresenta l'"Adorazione dei pastori", opera di Giulio Del Moro.

Al suo interno, la struttura conventuale è ad un'unica navata e nelle sue pareti sono presenti cinque altari, due nel lato sinistro (tra i due è posizionato il maestoso mausoleo di stampo classico - barocco e realizzato con marmi pregiati, del doge Marino Grimani e della dogaressa Morosina Morosini, sua consorte) e tre in quello destro. E' presente un barco, un camminamento che collegava la chiesa al convento e che consentiva alle monache di assistere alle funzioni senza mischiarsi ai fedeli. Il soffitto è decorato da un enorme affresco di ben 540 metri quadri, opera di Gianantonio Torri e al suo interno sono visibili tre meravigliosi dipinti di Pietro Ricchi che rappresentano la "Gloria di Santa Monica", la  "Gloria di San Giuseppe" e la " Gloria di Sant'Agostino". Tra gli altri capolavori, sono meritevoli di nota, gli affreschi di Jacopo Palma il Giovane e la pala di Paolo Veronese raffigurante la "Adorazione dei pastori e San Girolamo". 

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Prima pubblicazione: Giovedì, 10 Luglio 2014 — Ultimo aggiornamento: Lunedì, 23 Gennaio 2017

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