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Questo interessante luogo di culto, nella sua storia, appartenne a ben due ordini religiosi cavallereschi cristiani: prima, per due secoli, al noto ordine dei Templari e poi ai Cavalieri di Malta.

Pur essendo stata spogliata di molte ricchezze, al suo interno, sono ancora visibili gli stemmi e le pietre tombali di alcuni cavalieri.

Il nome della chiesa rimase sempre legato al santo votivo (San Giovanni Battista), tuttavia la restante denominazione è variata nel corso della storia a seconda dei proprietari. Essa fu fondata tra l'XI ed il XII secolo (i primi cenni storici risalgono al 1119) ed appartenne assieme all'ospedale ai cavalieri templari, dai quali derivò il nomignolo di San Giovanni del Tempio; due secoli dopo l'ordine venne abolito e la proprietà passò ai Cavalieri Gerosolimiani, i quali vennero rinominati in seguito Cavalieri di Malta da cui deriva l'attuale nome della chiesa.

Il nome popolare dell'intero complesso (che comprende anche l'ospizio di Santa Caterina) è San Giovanni dei Furlani; tale nomignolo (affibbiato anche alla vicina calle) ha origine dal fatto che la zona un tempo era abitata da un folto gruppo di famiglie di origini friulane.

L'attuale aspetto dell'edificio è figlio degli interventi di ristrutturazione apportati a partire dal 1565, i quali molto probabilmente comportarono l'eliminazione del coro ligneo presente all'interno della chiesa. La pianta del tempio prevede una singola navata con un timpano gotico posto ad incoronare la facciata. All'interno del presbiterio sono raffigurati gli stemmi dei cavalieri e del priore in carica dell'ordine, mentre sulla parete destra si possono notare il "San Giovanni Nepomuceno" di Giambattista Piazzetta (1683-1754) ed il "Battesimo di Cristo", opera della scuola di Giovanni Bellini (1430ca-1516), infine, all'interno del chiostro, sono collocate numerose pietre tombali appartenenti ai cavalieri affiliati ai due ordini che hanno custodito la chiesa.

La caduta della Repubblica comportò in primo luogo l'espulsione dei cavalieri di Malta dal territorio ed in secondo lo spoglio della maggior parte degli elementi d'arredo. Tolta la funzione religiosa, l'edificio vide nascere al suo interno prima una stamperia ed in seguito anche una sala spettacoli; quando nel 1839 l'ordine dei cavalieri tornò ad occupare il complesso, venne ripristinata l'antica funzione e gli arredi vennero rinnovati raccogliendo vari elementi provenienti da altre chiese soppresse (altari, sculture, dipinti).

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Prima pubblicazione: Martedì, 15 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 21 Ottobre 2016

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