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Questa chiesa è localizzata in uno dei pochi luoghi in cui si può ancora respirare un pò di quella venezianità autentica, schietta e gioviale: Via Garibaldi, nel vivace sestiere di Castello.

Una curiosità: nella facciata, in alto a destra, è dipinto un orologio che segna le nove e mezza. Alcuni dicono che segni l'ora di morte del Santo.

Alla fine del XIII secolo il vescovo di Castello Bartolomeo Querini depositò un lascito affichè venisse costruito un ospedale per anziani infermi; poco dopo, venne eretto un oratorio dedicato a San Bartolomeo, pur essendoci già una chiesa dedicato all'Apostolo.

Nel 1558 i due edifici cominciarono a dare i primi segni di cedimento e, con le poche risorse a disposizione, vennero in parte restaurati; nella fine del XVI secolo, fortuna ha voluto che l'intero complesso, comprensivo di ospedale e di chiesa, venisse affidato a due frati dell'Ordine dei Minimi con l'obbligo d'uso di mantenere l'attività di assistenza nei confronti degli anziani.

Nel 1588 i Minimi riuscirono a ottenere l'autorizzazione a spostare l'ospedale altrove e a ricostruire da zero la chiesa; questo portà anche ad una doppia intitolazione: Santi Bartolomeo Apostolo e Francesco di Paola Confessore.  Al suo interno, sono presenti, tra le altre, opere di Jacopo Palma il Giovane  ovvero "Vergine, San Giovanni Evangelista e figure di donatori", e l' "Annunciazione", di Giandomenico Tiepolo quale la "Liberazione di un ossesso", di Alvise Dal Frisco "San Francesco di Paola".

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Prima pubblicazione: Venerdì, 19 Dicembre 2014 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Gennaio 2016

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