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Sorta nella contrada denominata Biri, dal nome storico dall'antico rio Biria che la attraversava, questa semplice ed essenziale chiesa non si potrà incontrare "per caso", essendo localizzata in un'area di scarso passaggio.

Si racconta che questo luogo di culto, proprio per la sua posizione defilata e al riparo da occhi indiscreti, sia stato scelto da Giacomo Casanova come scenario per scambiare una comunicazione epistolare d'amore tra lui e una monaca misteriosa dalle iniziali M. M..

Sulla facciata della chiesa si può notare una targa che indica le date di costruzione e le sue ristrutturazioni.

E' tra le più antiche della città e dedicata ai fratelli di Aquileia Canzio, Canziano e Canzianella martiriati durante le persecuzioni del 284 - 305 di Diocleziano e Massimiliano; l'ultima ristrutturazione risale al XVIII secolo.

Al suo interno non ci sono  opere di grandissimo valore, vogliamo comunque ricordare la decorazione scultorea di Clemente Moli e le due cappelle, una dedicata a San Massimo dei Widmann e l'altra detta del Crocefisso dedicata a San Filippo Neri.

 

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Prima pubblicazione: Sabato, 29 Dicembre 2012 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Gennaio 2016

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