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Verdeggiante isola della laguna nord, un tempo affacciata direttamente sul Mare Adriatico, è chiamata anche "Orto di Venezia" a testimonianza delle sue tipiche produzioni agroalimentari ancora oggi attive.

Fuori dal turismo di massa che invade Venezia e altre isole della laguna, a Sant'Erasmo si può ancora trovare la tranquillità di una campagna e vivere la sua natura incontaminata.

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Affacciata sul Mare Adriatico fino ad un passato relativamente recente, per poi diventare interamente circondata dalle acque lagunari in seguito alla costruzione della diga nord del Lido di Venezia e la formazione di quella che è oggi chiamata Punta Sabbioni, Sant'Erasmo è la più vasta delle isole della Laguna Nord e la seconda più ampia considerando l'intera laguna, seconda solo al Lido di Venezia: la sua lunghezza è di circa 4 Km mentre la larghezza varia dai 500 ai 900 metri.

Si conosce oggi anche con il nome Orto di Venezia grazie alla sua importante attività agroalimentare, testimonianza di un passato produttivo più esteso durante la Serenissima, che grazie al suo terreno misto di sabbia e creta consente la coltivazione di ortaggi freschi e riconosciuti per la loro caratteristica bontà e l'ottimo valore organolettico, tra cui ricordiamo la specialità del Carciofo Violetto, le castraure (il frutto apicale della pianta del carciofo che viene colto per primo, dando spazio alla successiva produzione dei carciofi), e le sparesée (asparagi verdi dal gusto intenso).

Già nel '500 Francesco Sansovino scriveva, nel suo Venetia, città nobilissima, et singolare:

Vi è parimente Santo Erasmo con belle & delicate vigne & giardini, da quali si somministra alla città copia di herbaggi, & di frutti, in molta abondanza & perfetti.

Nel passato l'isola fu conosciuta anche con altri nomi: Lido Mercede o Mancese, legato ad una leggenda di miracoloso ritrovamento di una grande quantità d'oro durante la costruzione della chiesa, Lido Albo per la sabbia bianca delle spiagge, Lido Bromio per il rumore delle onde e Pineta Maggiore durante il dogado di Paoluccio Anafesto.

Tra il XII e il XIV secolo ci fu un importante evento geologico di trasgressione (graduale estensione del mare sopra terre già emerse, consistente in una sovrapposizione di depositi marini) e successiva regressione che provocò l'unione delle varie tumbæ consentendo la formazione di quella che è oggi l'attuale isola.

I primi insediamenti umani nell'isola sembrano risalire già ai secoli XV al XII a.c. e già ai tempi dei Romani l'isola ebbe un ruolo decisivo a livello militare. Si cominciò a disporre delle prime terre da coltivare a partire dal VII secolo e non a caso, la chiesa dedicata ai Santi Martiri Erme ed Erasmo (consacrata a Cristo Re solo nel 1929) risulta esser stata edificata nel 792 per merito di un gruppo di fuggiaschi provenienti da Altino.

Verso la metà del Trecento, a causa di un'epidemia di peste, la popolazione abbandonò l'isola per essere ripopolata successivamente quando il morbo venne debellato. Persone provenienti da tutto il veneto e anche oltre, avviarono così una fiorente attività di gestione dei terreni agricoli. E' indubbio che il momento di massimo splendore dell'isola ci fu durante la Serenissima grazie all'inestimabile risorsa di coltivazioni per la città lagunare.

Nel 1800 l’occupazione francese costruì una torre a sud-ovest dell'isola di fronte al porto del Lido e dopo circa trent’anni venne rimpiazzata dagli austriaci con un’altra fortificazione denominata Torre Massimiliana, il cui nome deriva dal suo ideatore l'arciduca Massimiliano Giuseppe d’Austria-Este. Il forte è stato recentemente restaurato per poter accogliere mostre temporanee.

Ad oggi esistono due vie di comunicazione principali, una che si sviluppa a est verso Punta Sabbioni e Lio Grande, e una a ovest verso il Lazzaretto Nuovo e San Francesco del Deserto.

Sant'Erasmo è raggiungibile, in mezzora di navigazione, prendendo un vaporetto alla fermata di Fondamenta Nove, a Venezia, dopo aver superato le fermate di Murano e Le Vignole. Sull'isola esistono tre fermate del battello ma la migliore è Capannone, vista la possibilità di poter prendere a noleggio una bicicletta, il miglior modo per visitare l'isola. Oltre alle bellezze naturali, agli orti, agli alberi da frutto e ai campi di carciofi, si potrà visitare la citata Torre Massimiliana e la Chiesa dedicata a Cristo Re, oltre a rilassarsi sulla spiaggia del Bacàn — dove i veneziani tradizionalmente approdano in barca —. 

L'isola oggi vive un progressivo abbandono da parte dei suoi abitanti, soprattutto i più giovani, causato da vari fattori socio-politici che se da una parte ne mantiene intatta la sua unicità e la lontananza da un turismo di massa, dall'altra crea una sempre più crescente difficoltà di mantenere quella caratteristica di territorio abitato, seppur isolano, munito di servizi di vario genere, compresi quelli di prima necessità.

Galleria immagini

Una delle vie principali di Sant'Erasmo.
Campo coltivato a Sant'Erasmo.
Un trattore all'opera.
La chiesa dedicata a Cristo Re.
La Torre Massimiliana.
La laguna vista dalla spiaggia.
La spiaggia del bacàn e le barche dei veneziani durante una scampagnata.
Visione poetica della spiaggia di Sant'Erasmo.

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