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Si accende in estate con la tradizione della Festa del Redentore, durante l'anno è uno dei luoghi più veneziani. Un passato di orti, di coltivazioni, di produzione industriale. Affiancata dall'Isola di San Giorgio ad una estremità e da Sacca Fisola dall'altra.

Un'isola di forma allungata, composta in realtà da più isole collegate tra loro da ponti, che nel passato le valse il nome di Spinale o Spinalonga.

La Giudecca è stata definita anche con altri nomi quali Vigano, inteso come villaggio / borgo del centro storico, e Carbonaria, per le numerose barche di carbone che vi arrivavano.

Il nome attuale tuttavia non sembra avere ancora una origine certa, anche se parrebbe derivare da zudegà, termine veneziano per indicare giudicato o sentenza, in riferimento alla concessione di alcuni terreni alle famiglie Barbolani, Flabanici e Caloprini, richiamate dall'esilio, per indennizzarle dei danni sofferti. Già nel 1252 si trova traccia del nome Judechae. Successivamente sembra derivarne poi Zudèca, Zuèca e infine Giudecca.

Un altro filone di pensiero sembra attribuire il nome dalla presenza di numerosi Giudei, o Ebrei, testimoniata anche dalla presenza di due sinagoghe poi demolite in un passato più recente. Tuttavia questa attribuzione non sembrerebbe essere oggi quella più percorribile, nonostante il nome Giudecca appaia anche in altre regioni d'Italia, per indicare quartieri abitati da giudei.

Una ulteriore curiosità sul nome: Iudeca è il nome di Giudecca che Dante ha dato all'ultima zona di Cocito, appartenente al 9° cerchio dell'Inferno, dove vengono puniti i traditori dei benefattori, totalmente immersi nel ghiaccio.

Anticamente l'isola era praticamente la metà dell'estensione odierna, come molte aree di Venezia e della laguna oggi conformate, che iniziò a prendere la forma attuale a partire dalla metà del 1200, grazie ad operazioni di interramento. Il Ponte Lungo testimonia ancora oggi il punto di congiunzione tra l'isola originaria e quella oggi visibile. Fu fatta anche proposta e disegno, del Coronelli, per la costruzione di un ponte di collegamento tra l'isola e Venezia, naturalmente mai costruito.

La Giudecca è stata soggiorno anche di Michelangelo Buonarroti, giunto nel 1529 da Firenze. Si dice che in questa occasione presentò al Senato un modello per la costruzione in pietra del Ponte di Rialto.

Nel tempo e anche oggi la Giudecca è stata ed è soggiorno di alcuni personaggi importanti, tra cui Elton John.

Gli abitanti si chiamano giudecchini e spesso chiamano l'isola con il nomignolo affettuoso di gnecca.

L'isola è ancora oggi una delle parti più veneziane, non invasa da un turismo di massa a parte in alcune occasioni, come quella della Festa del Redentore in cui l'isola si accende in tutti i sensi e si riempie di tavolate con piatti tipici e festeggiamenti in attesa dello spettacolo pirotecnico: i fóghi.

Qui c'è anche l'unico Ostello della Gioventù di Venezia in zona Zitelle, un modo economico per visitare la città dedicata ai giovani, e un carcere femminile, nella zona di Sant'Eufemia.

A Sant'Eufemia c'è anche una delle chiese più antiche di Venezia, dall'aspetto semplice. Sono naturalmente presenti altre chiese, la più nota è sicuramente la Basilica del Santissimo Redentore, o Chiesa del Redentore, punto di arrivo del ponte votivo durante la Festa del Redentore. Una tradizione sempre viva in omaggio alla sconfitta di una delle due più grandi epidemie di peste del passato.

Le attività culturali non mancano e oggi ospita una delle strutture più attive a Venezia: la Casa dei Tre Oci.

Fino a pochi anni fa, Villa Hériot è stata la sede della scuola elementare Carlo Goldoni, oggi sede della Società Europea di Cultura, dell'Università Internazionale dell'Arte, sede di Venezia, e della Casa della memoria del Novecento veneziano.

Galleria immagini

Una veduta della laguna verso Lido.
Uno scorcio interno.
Il ponte votivo del Redentore verso le Zattere.
Villa Hériot
Un esempio di campazzo.
Uno scorcio interno.
Uno scorcio interno con vista sulla scuola dell'infanzia Duca D'Aosta.
Uno scorcio interno, vicino al Teatro Junghans.
Uno scorcio su un rio interno.

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Pubblicato: Martedì, 12 Agosto 2014 — Aggiornato: Giovedì, 11 Maggio 2017