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Nel 1797 le truppe francesi guidate da Napoleone abbatterono la Repubblica di Venezia e portarono la libertà anche agli ebrei, che divennero cittadini a tutti gli effetti. I portoni del ghetto furono abbattuti e nel campo di Ghetto fu innalzato l’albero della libertà. Il ghetto, in quanto luogo di segregazione e di discriminazione, dopo tre secoli di alterne vicende, non esisteva più.

Da allora, dopo la liberazione portata dalle truppe francesi, la storia degli ebrei di Venezia si sviluppò su linee simili a quelle degli altri ebrei d’Italia.

La comunità veneziana partecipò alle lotte risorgimentali, portò il proprio contributo di sangue alla prima guerra mondiale, visse i terribili anni del fascismo e della Shoà, che vide morire nei campi di concentramento 246 suoi iscritti, rifiorì lentamente a nuova vita dopo la seconda guerra mondiale.

Oggi, il ghetto, l’unico che mantenga intatta la sua fisionomia di calli e campielli, con le sue cinque splendide sinagoghe e il suo museo, sa ancora raccontare le memorie di una comunità che ha vissuto per secoli sulle isole della laguna, apportando spesso un alto contributo alla cultura veneta, come parte integrante della lunga storia della città di Venezia.

(uf)

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Il Ghetto

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Pubblicato: Sabato, 07 Settembre 2013 — Aggiornato: Mercoledì, 29 Agosto 2018