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Conferenza
Mar 29/03/2016
Cinema Bersaglieri di Spinea
Ingresso gratuito

Chi l'avrebbe detto che il restauro di un manufatto potesse essere così interessante? Scopriamo, direttamente dai racconti dei protagonisti, i lavori svolti alla scultura dedicata a San Giorgio, posizionata in cima alla cupola della Basilica di San Giorgio Maggiore. 

Martedì 29 marzo 2016 alle ore 15.00 nel Cinema Multisala ai Bersaglieri di Spinea, Via XX Settembre, 26/A, il Comitato Venezia organizzerà, in collaborazione con l’Università della Libera Età di Spinea, una conferenza di approfondimento sulle attività di restauro eseguite nel 2014 dal team preposto di restauratori alla statua di San Giorgio collocata sulla cupola della chiesa omonima.

La statua di San Giorgio, posta in cima alla cupola dell’omonima chiesa a Venezia, da secoli scruta il bacino di San Marco e segue lo scorrere del tempo e della vita dei veneziani. E' alta 3,85 m. ed è rivestita da circa 563 lastre di rame: è il primo caso in assoluto a Venezia di installazione di una statua sulla sommità della cupola al posto della tradizionale croce. Ricordiamo che l'edificio religioso come oggi lo vediamo venne realizzato nel Seicento su progetto del famoso architetto vicentino Andrea Palladio che sostituì la precedente fabbrica eretta prima dell'anno 1000. Palladio non potè vedere ultimata la chiesa in quanto morì nel 1580 mentre il lavoro venne completato soltanto nel 1610; i disegni del vicentino vennero fedelmente seguiti da diversi professionisti, tra i quali Vincenzo Scamozzi e Simone Sorella.

Nel 2002 un violento temporale danneggiò seriamente la statua di San Giorgio provocando il distacco del braccio dal corpo, che rimase agganciato alla lancia; per l’incolumità pubblica dei passanti e della chiesa, fu necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco che tagliarono la lancia e la portarono a terra insieme al braccio. Dopo 12 anni dall'evento calamitoso, grazie alla raccolta dei finanziamenti necessari, si potè avviare i lavori di ristrutturazione.

Per poter ricollocare il braccio è stato necessario asportare 108 lastre di rame e circa 1058 stropparioli (chiodi di rame). L'operazione è stata svolta utilizzando un materiale che generalmente è in uso in edilizia, e mai prima d’ora è stato impiegato nel settore del restauro: la fibra di basalto; questo prodotto è stato impiegato per ridare continuità strutturale alla parte lignea della statua. Viste le precarie condizioni della lancia, confermate dai risultati delle analisi radiografiche eseguite, in accordo con la Soprintendenza preposta i restauratori decisero di sostituirla con una nuova, riproducendo fedelmente le forme originali.

Giuseppe Tonini, Giovanni Mariuzzo ed Elisabetta Longega, i restauratori che hanno eseguito il lavoro, sono i relatori dell'incontro durante il quale ci racconteranno l'attività svolta, che ha consentito di conoscere la tecnica di esecuzione del manufatto e il suo stato di conservazione. L’intervento ha richiesto tre mesi di lavoro, minuzioso e appassionato, restituendo alla città la statua di San Giorgio nella sua interezza e nel suo splendore.

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