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Evento culturale
Ven 31/05/2019
Biblioteca Nazionale Marciana
Ingresso gratuito
Inserito da Biblioteca Nazionale Marciana

Nell’ambito dell’iniziativa ministeriale “Il Maggio dei Libri” la Biblioteca Nazionale Marciana venerdì 31 maggio  2019, alle ore 17, propone la presentazione del volume di Roberta Morosini, Dante, il Profeta e il Libro. La leggenda del toro dalla "Commedia" a Filippino Lippi, tra sussurri di colomba ed echi di Bisanzio, Roma, “L'Erma” di Bretschneider, ©2018.

Saluto di Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana. Relatori: Monica Centanni, Università Iuav, Venezia;  Francesco Bruni, professore emerito, Ca’ Foscari, Venezia; Paolo Cherchi, Università di Chicago e Accademia dei Lincei.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili: Piazzetta San Marco 13/a, Venezia (Libreria Sansoviniana, sede storica della Biblioteca).

Roberta Morosini, Dante, il Profeta e il Libro. La leggenda del toro dalla "Commedia" a Filippino Lippi, tra sussurri di colomba ed echi di Bisanzio, Roma, “L'Erma” di Bretschneider, ©2018.

Già verso il XII secolo inizia a circolare nel Mediterraneo una leggenda nata nell’Oriente cristiano e subito diffusa in Occidente: la leggenda del libro sacro mandato da Dio al Profeta per mezzo di un toro che lo porta tra le sue corna, sotto gli occhi della folla attonita riunita su una montagna, proprio come Mosè sul Sinai riceve le tavole della nuova Legge. Un’altra leggenda, più diffusa in Italia e tra i commentatori danteschi del XIV secolo, racconta di una colomba che un religioso, irato contro la Chiesa, ha addestrato a beccare nell’orecchio del giovane Maometto, in modo che si creda che sia lo Spirito Santo disceso a dettargli la nuova Legge dell’Islam. Questo saggio studia il ruolo del Libro sacro nella leggenda del toro nella Commedia di Dante, e in particolare nel canto XXVIII dell’Inferno, e nel dipinto l’Adorazione del vitello d’oro di Filippino Lippi (1502). Nel canto XXVIII dell’Inferno, in cui sono puniti gli scismatici e i seminatori di discordia, Dante non spiega quale sia la colpa del personaggio Maometto che, diviso com’è, sembra essere proprio un libro che si squaderna, aperto e lacerato: secondo la legge del contrappasso, potrebbe essere quel Libro portato dal toro, che, secondo i polemisti cristiani, era la contraffazione e manipolazione della Bibbia. Per comprendere gli elementi costitutivi del dipinto del Lippi il saggio tiene conto dell’impatto prodotto in Occidente dalla caduta di Costantinopoli (1453) e dal timore per l’espansione turca, e in particolare dell’importanza del Libro - e quindi della conoscenza - nel ciclo di affreschi della cappella Carafa in Santa Maria sopra Minerva (1488-1493), una chiesa sorta proprio nei pressi del tempio di Minerva Calchidica. Arriva così a proporre una nuova ipotesi di lettura di quel toro sospeso in aria: se rappresenta il nuovo idolo adorato dal popolo in preda all’irrazionalità e al delirio, il quadro esprime il timore di una nuova barbarie che si contrappone alla compostezza dei costumi e di un atteggiamento misurato incoraggiato dal sapere cristiano e antico racchiuso nel Libro, contro ogni forma di oscurantismo.

Roberta Morosini, Ente Nazionale G. Boccaccio, ex borsista di Harvard “Villa I Tatti”, del National Endowment for the Humanties e del Centro Studi Ligure di Bogliasco. È professore ordinario di Letteratura Italiana presso la Wake Forest University, in North Carolina. I suoi interessi vanno dallo studio dei rapporti tra cristiani e musulmani nell’opera di Boccaccio al viaggio delle storie e in particolare quella di Alessandro Magno in una prospettiva pan–mediterranea (Brill 2010; Mapping the medieval Mediterranean, Brill, 2015). Ha scoperto e pubblicato le biografie inedite di Maometto nello Zibaldone di Boccaccio e nella Chronologia magna di Paolino Veneto e ha tradotto in italiano le favole di Maria di Francia (Carocci 2003). È autrice di Per difetto rintegrare. Una lettura del Filocolo di G. Boccaccio (Longo, 2004), curatrice di Boccaccio geografo e co–curatrice con C. Lee di Sindbad mediterraneo(PensaMultimedia, 2013) dove ha pubblicato il primo studio sistematico dei volgarizzamenti delle storie di Alessandro in Italia.Ha ricevuto nel 2015 il premio cultura “Luigi De Lise” di Sarno. È autrice della voce Giovanni Boccaccio per l’Enciclopedia Treccani nella collana Il contributo italiano alla storia del pensiero (2016). Ha ricevuto nel 2015 il premio cultura “Luigi De Lise” di Sarno.

 

 

 

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Pubblicato: Martedì, 23 Aprile 2019 — Aggiornato: Martedì, 23 Aprile 2019