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Un nuovo piano vendite di proprietà del Comune, include anche situazioni che funzionano. È il caso delle Ville Hériot.

Con delibera N° 390 del 05/09/2014, il piano di vendita è ampio e include diverse proprietà, tra cui il Quadrante di Tessera, il parcheggio interrato Candiani in centro a Mestre, la Torre di Sant'Andrea a Piazzale Roma. Sono inclusi Palazzo Corner Contarini, Palazzo Poerio, l'incubatore ex-Herion in campo San Cosmo e il complesso delle Ville Hériot, che recentemente abbiamo visitato sia per la redazione della scheda pubblicata nella nostra enciclopedia sia per la realizzazione di un'intervista che prossimamente pubblicheremo.


Proprio dal consiglio direttivo di uno degli istituti ospitati nel complesso Hériot, l'Iveser — Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea — ci è arrivata una comunicazione in redazione, questa mattina:


Cari soci e socie, amici e amiche,

venerdì 12 settembre 2014 abbiamo appreso dalla stampa locale che nel nuovo piano di alienazione del patrimonio pubblico del Comune di Venezia 2014-2016 era stato inserito anche il complesso delle Ville Hériot, sede dell'Iveser e di altre numerose associazioni culturali. Dopo una verifica abbiamo appurato che la notizia è fondata: nel 2015 gli edifici saranno in vendita.


La notizia è ancora più grave perché né il Commissario - né gli uffici dell'Amministrazione (che in un recente incontro ci avevano invece assicurato il contrario) - ci hanno comunicato formalmente della decisione e perché le ville erano state escluse dal piano di alienazione approvato dalla precedente Giunta; a ciò si aggiunge che rispetto a quasi tutti gli altri edifici (in gran parte chiusi o dismessi) le due ville ospitano numerose associazioni che esercitano regolarmente un'importante attività culturale e sociale per la città, tutti elementi che prospettano un inquietante scenario per il prossimo futuro.


Abbiamo chiesto un urgente incontro chiarificatore con il subcommissario delegato al Patrimonio, ma la volontà di vendere un altro "pezzo" del patrimonio pubblico cittadino sembra confermata.

Naturalmente abbiamo già iniziato una campagna informativa, stiamo predisponendo un comunicato stampa e un calendario di iniziative e attività per sensibilizzare e coinvolgere l'opinione pubblica cittadina (e non solo), non escludiamo anche forti azioni dimostrative. Confidiamo nel vostro ampio e partecipato supporto e aiuto per evitare che un'altra brutta ed inaccettabile pagina di storia veneziana sia scritta indelebilmente.


Vi terremo aggiornati.


Il Consiglio Direttivo Iveser


Abbiamo così contattato Marco Borghi, il direttore dell'Iveser — che ringraziamo per la tempestiva disponibilità —, per porgli tre veloci domande e provare a capirne qualcosa di più:


La proposta di alienazione/valorizzazione in cui rientrano anche le Ville Hériot risale all'8 luglio 2014: da quella data ad oggi siete mai stati informati di questa volontà da parte dell'Amministrazione?


No, nessuna informazione/comunicazione è giunta da parte dell'Amministrazione.


Prima di questa decisione, sono mai state evidenziate necessità di sopperire a costi di gestione, o di altra natura, che possano aver poi maturato questa delibera?


Fino ad oggi abbiamo regolarmente sopperito a tutti i costi di gestione previsti dal comodato d'uso ed anche altri costi complementari.


Quali motivazioni, a vostro avviso, potrebbero contribuire a mantenere le Ville Hériot un patrimonio della città e luogo di cultura, senza venderle?


Le ville Hèriot fin dal 1947, per espressa volontà dell'Amministrazione, rappresentano dei luoghi di aggregazione culturale, didattica pedagogica e sociale cittadini; attualmente sono sede di otto realtà associative che garantiscono servizi e attività di pubblica utilità (biblioteche, archivi, commemorazioni e anniversari, iniziative culturali per la cittadinanza e le scuole) tutte libere, gratuite e continuative. Spazi vivi, vissuti e frequentati da migliaia di persone senza nessun onere aggiuntivo per l'amministrazione comunale.


La situazione quindi, almeno per quello che riguarda il complesso Hériot, risulta essere sostenibile: pagano i conti che gli spettano, sono un motore vivo per la città, contribuiscono a mantenere Venezia un centro culturale e di eccellenza.


La vendita è quindi definitiva? Stando al recentissimo comunicato stampa del Comune (ore 19:03), si parla di "possibile rivisitazione":


“Con oggi – ha ricordato il commissario - abbiamo chiuso un capitolo. Ma il bilancio è scritto a matita e abbiamo tempo fino al 30 settembre per acquisire i pareri e fare eventuali modifiche al piano delle alienazioni e conseguentemente al piano degli investimenti, onde evitare di sforare il patto di stabilità”. In particolare Zappalorto ha evidenziato come alcuni cespiti inseriti nel piano delle alienazioni, quali ad esempio Villa Heriot e l'ex scuola Poerio, potranno essere oggetto di rivisitazione.


“Mentre il patto di stabilità per il 2014 è rispettato – ha concluso il commissario – è certo comunque che la specificità di Venezia deve essere riconosciuta dal Governo poiché nel 2015 sarà ancora più duro rispettarlo. Io farò quanto in mio potere per fare pressione in tal senso poiché la città è stata fortemente penalizzata non per colpa delle passate amministrazioni, ma per scelte operate dal legislatore senza conoscere le infinite peculiarità di quest'area. Vorrei dire, anzi, che Venezia è un bene dell'umanità e pertanto anche la comunità internazionale dovrebbe, in qualche modo, farsi carico dei suoi problemi. Non si tratta di chiedere l'elemosina, ma di pretendere che un bene di tutti sia da tutti salvaguardato”.


A questo punto restiamo in attesa del chiarimento richiesto dall'Iveser, nella viva speranza che quella "possibile rivisitazione" diventi invece una solida certezza quanto più lontana dall'effettiva vendita, per mantenerlo un luogo vivo, di aggregazione culturale e di eccellenza. Com'è ora.


Nel frattempo, naturalmente, proveremo a capirne di più.

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Pubblicato: Lunedì, 15 Settembre 2014 — Aggiornato: Venerdì, 29 Maggio 2015