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Quando si parla di Overshoot per il pianeta, è un po' come aprire il frigorifero e rendersi conto di aver esaurito tutto. Niente cibo e niente bevande. Ma il supermercato non apre prima di 7 mesi e qualche settimana.

Ogni anno viene calcolato quello che è ufficialmente il punto di non ritorno per le risorse rinnovabili del Pianeta.

Quelle, per intenderci, che la Terra è in grado di autorigenerare in un anno solare.

Nel 2014 l'Overshoot Day per l'interno pianeta è stato il 19 agosto. Nel 2015 è stato il 13 agosto. Nel 2018 è stato il 1° agosto. Questo significa che siamo sempre più in anticipo ogni anno che passa, e che il punto di debito–non ritorno si anticipa sempre di più rispetto al ciclo di vita annuale delle risorse rinnovabili del pianeta.

Per l'Europa è invece già arrivato: il 10 maggio 2019 (fonte: WWF).

È un po' come trovarsi senza fiato e non poter riprendere il respiro se non prima di qualche giorno. O aprire una dispensa intelligente e accorgersi che non ha più risorse per auto-rigenerare quello che ci serve per vivere, e non poterla recuperare altrove. Una sensazione decisamente sgradevole.

Secondo il Global Footprint Network (Gfn) attualmente la popolazione mondiale sta consumando risorse per una media di 1,6 pianeti Terra, con una tendenza attuale prevista per 2 interi pianeti entro il 2030. Nel caso dell'Europa, è come se ci volessero 2,8 pianeti Terra. Solo che noi, di pianeta, ne abbiamo solo uno a disposizione.

Il calcolo viene fatto su una media mondiale — il che significa naturalmente che ci sono nazioni più virtuose e altre meno — sui fabbisogni umani e su un insieme di fattori, compresa la coltivazione delle terre, la pesca, l'emissione di carbonio e la capacità del pianeta di rigenerarsi e assorbire la quantità di carbonio in eccesso, tra gli altri. Se consideriamo la crescita annuale della popolazione umana e l'aspetto esponenziale di questi fattori ad essa collegati, l'esigenza di invertire la rotta diventa sempre più importante e vitale.

Mappa della biocapacità, che identifica le nazioni con riserve e le nazioni in deficit

Mappa della biocapacità, indica quali nazioni hanno riserve e quali in deficit (fonte: Global Footprint Network (Gfn)).

L'inversione di rotta si può attuare lavorando seriamente su un reale equilibrio tra risorse disponibili e reali esigenze dell'umanità (considerando che alcune nazioni consumano oggi tanto quanto 5 pianeti), ma anche su un turismo molto più sostenibile, su un'implementazione di energie sempre più rinnovabili e meno inquinanti, su una maggiore consapevolezza delle conseguenze derivanti dalle nostre scelte quotidiane — sì, anche quanto spesso ci "dimentichiamo" una lampadina accesa ha il suo effetto — e su come ognuno di noi può agire con efficacia per un futuro migliore.

Perché come afferma un vecchio proverbio indiano: Abbiamo la Terra, non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli.

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Pubblicato: Venerdì, 10 Maggio 2019 — Aggiornato: Venerdì, 10 Maggio 2019