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Esposizione
da Ven 01/05/2015 a Sab 30/05/2015
Museo Correr

140 opere di moderna arte tedesca in mostra per la prima volta in Italia. Un inedito laboratorio di esperienze culturali durante la prima democrazia germanica, negli anni che vanno dalla fine della prima guerra mondiale all’avvento del nazismo.

Giunge a Venezia e per la prima volta in suolo italiano, l'esposizione artistica dedicata alle opere realizzate dagli artisti tedeschi durante la Repubblica di Weimar, nel lasso di tempo tra la fine del primo conflitto mondiale e l'ascesa al potere del nazismo (1919 - 1933).  La mostra è organizzata dal Los Angeles County Museum of Art (LACMA) in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il supporto di 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE; dopo la parentesi veneziana, l'esposizione transiterà in autunno in suolo statunitense.

Centoquaranta sono i capolavori che compongono l'esposizione “Nuova Oggettività. Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar, 1919-1933 tra dipinti, fotografie, disegni e incisioni di oltre quaranta artisti. Saranno presenti opere di autori famosi da Otto Dix George Grosz, da Christian Schad August Sander e Max Beckmann ma anche di artisti meno conosciuti al grande pubblico, come Hans FinslerGeorg SchrimpfHeinrich Maria DavringhausenCarl Grossberg e Aenne Biermann.

Una particolare accortezza è stata messa nell'allestimento dell'evento che vede un inusuale accostamento tra due forme artistiche diverse tra loro, la pittura e la fotografia. Entrambi questi ambiti di espressione riusciranno a far cogliere al visitatore i 14 anni vissuti dalla popolazione durante la Repubblica di Weimar, quella fase di pace successivi alla Grande Guerra, dove i risultati economici, sociali, culturali, le devastazioni e la disoccupazione si scontrano con il rapido processo di industrializzazione, urbanizzazione e modernità della Nazione tedesca.

Dal 1919 al 1933, la democrazia tedesca vive un momento di fermento culturale e artistico che porta al tramonto della corrente espressionista — favorevole alla guerra  —  alla fondazione del Bauhaus e all’emergere di un nuovo realismo, definito con diversi nomi dal postespressionismo al neonaturalismo, dal verismo al realismo magico. Frutto di questo nuovo movimento fu la mostra del 1925 a Mannheimnel intitolata Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività) che accomunava i vari artisti non solo per il luogo di provenienza, per l'aderenza al programma o per la tendenza politica ma soprattutto per il sentimento di scetticismo nei confronti della direzione intrapresa dalla società tedesca e la consapevolezza dell’isolamento umano che questi cambiamenti comportano. Infatti, la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale comporta per la Germania costi altissimi sul piano finanziario, sociopolitico ed emotivo e il nuovo filone artistico della Nuova Oggettività incarna tutto questo e guarda con uin occhio disincantato la complessa situazione della nuova Germania, scegliendo il realismo, la precisione e la sobrietà oggettività.

Cinque le sezioni tematiche esposte a Venezia:

  • La vita nella democrazia e le conseguenze della guerra: raffronto tra la ricca borghesia in ascesa e le categorie sociali più colpite dal conflitto quali reduci di guerra, disoccupati, prostitute, vittime della violenza e della corruzione politica;
  • La città e la natura del paesaggio: analisi critica tra il crescente dilagare e ampliamento dello scenario urbano sempre più industrializzato e un mondo rurale antico e in parte rimpianto; 
  • Natura morta e beni di consumo: si indaga alla natura morta espressa con oggetti di vita quotidiana, prodotti in serie e presentati come “ritratti di oggetti”;
  • L’uomo e la macchina: indagine tra le innovazioni positive che hanno portato le macchine e nello stesso tempo la progressiva disumanizzazione che il processo di industrializzazione produce;
  • Nuove identità: tipi umani e ritrattistica: il ritratto non mostra più la persona nella sua singolarità ma quale elemento di appartenenza ad un determinato ceto sociale.

La mostra Nuova Oggettività. Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar, 1919-1933 è visitabile dal 1° maggio al 30 agosto 2015 al Museo Correr in concomitanza con la Biennale di Venezia; è curata da Stephanie Barron, con la collaborazione di Gabriella Belli e l'allestimento di Daniela Ferretti 

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