Venipedia®

Ricevi un contenuto come questo, ogni giorno nella tua e-mail
Un contenuto al giorno, per te è la newsletter che ti tiene compagnia, alle 8 del mattino (e sì, puoi sospenderla quando vuoi).

Scopri di più | Per attivarla accedi con il tuo account o creane uno nuovo.

Come si può evitare di intasare le linee telefoniche istituzionali o le strutture sanitarie? Apple risponde con un aggiornamento del suo assistente vocale, Siri, che offre ora un percorso guidato alla autovalutazione sul coronavirus, coordinato e approvato dalle istituzioni sanitarie americane.

Punti chiave

  • Apple Siri è disponibile per milioni di americani, nello stesso momento
  • Una autovalutazione guidata può decongestionare di molto le strutture sanitarie e istituzionali
  • Potenzialmente, può mappare in modo tempestivo dove e come le persone pensano di essere soggette a COVID-19
  • La nuova funzionalità è stata rilasciata da pochi giorni, al momento solo negli Stati Uniti

Apple Siri è l'assistente vocale di Cupertino (come Alexa lo è per Amazon e Google Assistant lo è per Google), una tecnologia di riconoscimento vocale e di relativa vocalizzazione che permette di interagire con il proprio iPhone domande e comandi vocali.

CNBC ha dato notizia dell'aggiornamento di Siri contenente la possibilità di ricevere un percorso di autovalutazione guidato alla domanda "Hey Siri, do I have the coronavirus?" oppure "Hey Siri, I think I have COVID-19." (ovvero "Siri, ho il coronavirus?" o "Siri, penso di avere il COVID-19"), creato insieme — e per tanto approvato — dal U.S. Public Health Service, una divisione del Department of Health and Human Services di concerto con il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), l'organo governativo americano di controllo e prevenzione delle malattie.

Il percorso viene gestito da una serie di domande a cui si può rispondere con: "sì", "no", oppure "non sono sicuro".

La prima domanda che viene posta è "Do you have any of the following: Fever, dry cough, or shortness breath?" ("Hai uno qualsiasi dei seguenti: febbre, tosse secca, o fiato corto?") e in base alla risposta si viene poi indirizzati verso ulteriori domande di approfondimento, compreso chiedere se si è entrati in contatto con persone risultate positive al Coronavirus, oppure verso la fonte informativa più qualificata, la pagina informativa sul COVID-19 del CDC stesso, unitamente ad una breve ma efficace informativa:

You may be at lower risk for coronavirus (COVID-19) right now, but stay vigilant for symptoms such as fever, dry cough, or shortness of breath.

Was your hands regurarly for 20 seconds, and avoid close contact with people outside your household. Remember: people who don't feel sick can still be contagious.

For more information, visit the CDC's website.

Tradotto: al momento potresti essere a basso rischio, ma resta vigile su sintomi come febbre, tosse secca e fiato corto. Lavati le mani per 20 secondi, non entrare in stretto contatto con persone fuori da casa tua e ricordati che anche le persone che non hanno sintomi possono essere contagiose.

In caso si risponda "sì" e quindi si prosegua il percorso di autovalutazione più specifico, Siri può consigliare di contattare il proprio medico nel caso le condizioni peggiorino o il numero telefonico per le emergenze, il 911.

Al momento il servizio è attivo solo negli Stati Uniti, principalmente perché le informazioni utilizzate derivano del CDC americano — quindi non ufficialmente validi su altre nazioni —, e attualmente non ci sono informazioni sul se e quando Apple estenderà lo stesso servizio al di fuori del territorio americano.

In Italia, per esempio, alla domanda "Hey Siri, ho il coronavirus?" si viene indirizzati verso il sito del Ministero della Salute.

Perché è un servizio utile:

  • permette di distribuire in maniera capillare l'informazione verificata in merito al virus
  • permette di dare un servizio attivo a milioni di persone, nello stesso momento
  • offre l'opportunità di decongestionare le strutture sanitarie, effettuando un primissimo triage autovalutativo
  • è a disposizione 24 ore al giorno, in modo automatico

Anche Facebook e Google si sono messi in moto per informare le persone in merito, Facebook attraverso un box informativo in cima al proprio newsfeed mentre Google con una pagina dedicata e un box laterale che si attiva quando si fa una ricerca contenente il termine "coronavirus".

Facebook ha inoltre annunciato di voler avviare un programma di supporto alle piccole imprese colpite dal Coronavirus, con un fondo di 100 milioni di dollari da destinare a circa 30.000 imprese in oltre 30 nazioni nel mondo.

Galleria immagini

Leggi anche