Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Tempo di lettura: 7 minuti

E' la domanda più frequente che ci viene posta, spinta anche dalla curiosità di conoscere come mai un gruppo di persone si avvia ad un progetto molto ampio e complesso in un periodo diffusamente critico. Così, vogliamo raccontare la storia di questo progetto che, seppur lanciato in modo definitivo pochi giorni fa, in realtà risale al 1999.

In principio il suo nome era "Yourvenice".

Era il 1999 e l'idea era quella di costruire un progetto su Venezia che fosse differente dagli altri e che in qualche modo riuscisse a far vivere ad ognuno la "sua" Venezia. Era un progetto a metà tra il turistico e il culturale, portando già in grembo alcune idee e princìpi di fondo che si sono poi mantenuti nel DNA di Venipedia. Questa idea nasce dalla fierezza di essere nati in una delle città più belle al mondo e aver lavorato per anni nel settore dei Beni Culturali ha rafforzato la consapevolezza di essere fortunati, e che in qualche modo fosse nostro "dovere" ripagare tale fortuna con qualcosa di utile.

La voglia era già quella di restituire alla città, da Veneziani, la dignità di essere conosciuta in ogni sua singola sfaccettatura e instaurare un dialogo trasparente con chiunque ne entrasse in contatto: da turista, da Veneziano, da lavoratore, da Veneziano ad honorem. Da qui l'idea di coniare il nome "yourvenice".

Tuttavia, alla fine il nome non convinceva più e l'idea progettuale è stata rimessa nel cassetto, al caldo per tempi più maturi.

Naturalmente, come tutte le idee appassionanti, anche questa diventa una compagna di vita, in attesa di potersi esprimere. E non ti molla finché non vedrà la luce.

Così, mentre le esperienze lavorative con il settore pubblico e dei beni culturali si evolvono e ne rafforzano il rapporto con le stesse, si comincia a conoscere anche la fatica e le difficoltà che esse incontrano ogni giorno per valorizzare, divulgare la conoscenza, preservare e tutelare quell'immenso patrimonio culturale che rappresenta Venezia e il territorio Veneto. E non parliamo solo di arte tradizionalmente conosciuta, ma anche di arte culinaria, arte vetraria, tradizione, territorio (marino, lacustre, fluviale, terrestre, montano, ...), letteratura, musica... un vero oceano culturale.

Un ulteriore problema si riscontra poi nella frammentazione delle informazioni, ovvero esistono moltissime eccellenze sul territorio, ma spesso come voci singole in un mare variegato: questo è un pregio perché ognuna di queste voci mantiene la propria indipendenza e autonomia, e ne diventa una difficoltà quando una persona interessata vuole conoscerne i vari argomenti ("Cosa leggo? Dove lo leggo? Sarà vero quello che c'è scritto? Come posso approfondire?").

Questa non è naturalmente una "colpa", quanto più semplicemente rappresenta una tale ricchezza (e se in Italia questo vale in generale, consideriamo che a Venezia questo concetto è compresso in una percentuale molto maggiore per metro quadro) che è sicuramente difficile da riuscire a valorizzare completamente, anche con la più determinata delle volontà.

Perciò con il passare degli anni diventa evidente che ci vuole un nome che sia rappresentativo di questo scopo.

Per la testa passano vari nomi, tra i più disparati, sistematicamente cassati e depennati.

Finchè, a fine 2005, ispirandoci al termine "enciclopedia" e naturalmente anche al nobile progetto "wikipedia", ci viene spontaneo pensare a "venepedia".

Tuttavia, anche questo non ci convince e pensiamo alla variante "venipedia".

Nel dubbio, chiediamo ad un numero di persone — diverse per età, cultura, professione, sesso e provenienza — quale dei due gli risulti più congeniale.

Tranne un paio di persone, tutti storcono il naso su "venepedia" ("ci fa venire in mente le vene del corpo...") e danno responso positivo su "venipedia".

E Venipedia sia. E' il Marzo 2006 e registriamo, non senza una certa emozione, "venipedia.it" e "venipedia.com".

Da quel momento in poi cominciamo a pensare ad una identità appropriata, uno scopo ben definito, in cosa deve differire da altri progetti e in cosa può accomunarsi, come interagire con il territorio e come valorizzare le istituzioni e le realtà locali, senza sostituirsi ad esse.

Soprattutto, vogliamo un prodotto finale diverso, facile da usare, accessibile a chiunque e che faccia la differenza. Non per snobbismo, ma per provare a dire semplicemente qualcosa di nuovo.

Ciò che ci è chiaro è di non voler in alcun modo cimentarci in un progetto turistico, in molti lo fanno già in modo eccellente e molti sono i progetti istituzionali.

Neppure un wiki. Ci piace la realtà aperta e partecipativa, ma ci convince poco il layout grafico, l'architettura dell'informazione e l'orientamento all'interno dei contenuti, oltre alla non possibilità di esprimerci completamente dal punto di vista comunicativo.

A questo si aggiunge anche il dubbio dell'attendibilità delle informazioni pubblicate: il nostro progetto non deve incorporare questo dubbio.

Così, mentre da subito rendiamo pubblica l'iscrizione a due newsletter (una in inglese e una in italiano), il progetto vive due lanci: uno a fine 2006 (di cui ormai su Google c'è traccia solo di un vecchio link ad una delle due newsletter, oramai dismesse a favore di quella ufficiale) e uno nel 2009, comunicato con entusiasmo in un vecchio articolo e nel reportage collegato, su Flickr.

Ma i tempi non sono ancora maturi per arrivare al vero Venipedia.

Per farlo, dopo aver messo in stato di manutenzione il progetto, occorreranno altri anni, altre esperienze, altre analisi, valutazioni e confronti, con vecchi amici e nuovi amici.

Rielaboriamo nel frattempo ancora il logo e decidiamo una volta per tutte che i colori di base devono rifarsi a quelli della bandiera della Serenissima.

Vogliamo che il linguaggio sia semplice, ma possa coesistere con approfondimenti specifici, vogliamo che sia innovativo nel taglio editoriale, nelle immagini, nei video, vogliamo che sia un progetto che parli e non solo si faccia consultare agilmente, vogliamo che sia accessibile a tutti, sia nel linguaggio che nel design, vogliamo che aiuti il territorio e le istituzioni locali sia in termini di valorizzazione e divulgazione, sia in termini concreti.

Vogliamo un progetto davvero diverso.

Anche la scelta della licenza con cui vengono pubblicati i contenuti è stata sofferta: alcuni di noi volevano che fosse completamente aperta, altri preferivano maggiore protezione. Alla fine, come spiegato nella presentazione ufficiale, poiché alcune persone che contribuiscono e contribuiranno al progetto possono esprimere volontà differenti, abbiamo mediato con una licenza di partenza che renda libera la diffusione non commerciale, non precludendo però il desiderio di tutela, o massima diffusione di ogni autore.

Ciò che per noi al momento è importante è che le informazioni trovino un contenitore che le possa valorizzare, e che siano fatte conoscere, divulgate e promosse. Ci interessa che le persone abbiano a disposizione delle informazioni utili, quante più possibili in tempi brevi, e che soprattutto si fidino di quanto stanno leggendo.

Abbiamo basato tutto il lavoro su una piattaforma open-source, chiamata Drupal (ormai da noi collaudata in diversi progetti importanti), per riuscire a dare un sistema di consultazione, di espressione comunicativa, di adattabilità e flessibilità di alto livello. Abbiamo lavorato mesi a studiare come le relazioni tra le informazioni potessero dare il loro meglio, e come tutto questo potesse aiutare qualsiasi persona a lasciarsi andare alla propria curiosità, senza rischiare di perdersi nel progetto. Le informazioni a regime saranno davvero moltissime e per esperienza sappiamo che il rischio che questo accada è alto perciò ne è diventato un elemento di estrema attenzione da parte nostra.

Abbiamo pensato al target del progetto: chi è l'interlocutore? Come potrebbe approcciarsi alla ricerca delle informazioni? Cosa può aspettarsi da noi? Di cosa ha bisogno? Perché, soprattutto, dovrebbe sceglierci rispetto ad altri?

Abbiamo deciso che l'offerta informativa e i livelli di accesso, quindi, dovessero essere multipli e questo ha aggiunto ancora altre domande a cui dare risposta.

Alcune risposte sono già presenti nelle pagine che sono già pubbliche: mappa, contenuto vocalizzato, galleria immagini, immagine contestuale, una descrizione breve e una corredata di approfondimenti, curiosità e note, il codice QR, contenuti correlati. Altre arriveranno col tempo.

E vogliamo che questo progetto offra lavoro a persone con talento, dove si possano esprimere.

Se consideriamo che Venipedia è solo il primo passo di un progetto più ampio, che comprende le Dolomiti, il Veneto e infine Roma, oltre alle succitate azioni concrete sul territorio, queste valutazioni sono diventate di ulteriore estrema importanza ed attenzione.

Alla fine, a pensarci, questi 7 anni di lavoro sembrano addirittura pochi per avviare un progetto di questa natura.

Un progetto che raccoglie in sè due aspetti: un sogno nel cassetto che attende da molti anni e la volontà di incontrare delle esigenze concrete del territorio e delle istituzioni locali.

Ebbene si, sembra incredibile a dirlo, ma per arrivare a questa versione di Venipedia ci sono voluti ben 7 anni.

Così, per festeggiare questo risultato, abbiamo deciso di accoglierlo come nuovo nato, dandogli tutto il lustro e la visibilità che meritava.

Questa è la nostra storia, questa è la storia di Venipedia.

Ti potrebbe interessare anche... (beta)

Prima pubblicazione: Lunedì, 15 Ottobre 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 22 Marzo 2016

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.