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Esposizione
da Sab 10/03/2018 a Dom 10/06/2018
Palazzo Ducale
Ingresso a pagamento

100 opere che raccontano la vocazione artistica dello scrittore londinese a tradurre in immagini la realtà. Una mostra su Ruskin, per la prima volta in Italia, da cui traspare il suo forte legame con la città di Venezia.

Scrisse John Ruskin sulla città dei Dogi, in Le pietre di Venezia:

[...] giace ancora davanti ai nostri sguardi come era nel periodo finale della decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all’infuori della sua bellezza, che qualche volta quando ammiriamo il languido riflesso nella laguna, ci chiediamo quasi fosse un miraggio quale sia la città, quale l’ombra. Vorrei tentare di tracciare le linee di questa immagine prima che vada perduta per sempre, e di raccogliere, per quanto mi sia possibile, il monito che proviene da ognuna delle onde che battono inesorabili, simili ai rintocchi della campana a morto, contro le pietre di Venezia”.

Da queste poche righe, è evidente il rapporto di amore e odio che univa lo scrittore inglese alla città di Venezia: da una parte la adorava per la sua assoluta bellezza e dall'altra la detestava per il suo decadimento, trasformandosi in un sorta di “Direttore di coscienze”, come lo definì Proust dopo la sua morte, per il suo disperato tentativo di salvezza della città dal degrado, argomento ancora molto dibattuto.

L'esposizione permette di ammirare i lavori prodotti da Ruskin durante i numerosi viaggi in suolo veneziano e, come dice la curatrice Anna Ottani Cavina, mette in luce “lo sguardo colorato di Ruskin”, essendo stato definito "il più grande acquarellista dell’età vittoriana”. Oltre alle opere pittoriche, sono anche acquerelli, taccuini, rilievi architettonici, calchi in gesso, albumine e platinotipi che narrano il magico rapporto tra Ruskin e la città lagunare. Si può ispezionare, inoltre, una selezione dei Venetian Notebooks (taccuini di schizzi, misurazioni, piante, spaccati e fittissimi appunti), alcuni dei manoscritti di Ruskin per The Stones of Venice (frammenti di carta azzurra — esposti per la prima volta in assoluto — custoditi alla Morgan Library di New York) nonchè alcune prime edizioni a stampa, dagherrotipi, foto storiche e dipinti emblematici dei grandi pittori del Cinquecento veneziano.

Oltre alle opere di Ruskin, si possono osservare anche alcune opere dell'amico William Turner, che come Ruskin anch'egli soggiornò a Venezia; sono così esposte le tele che ritraggono Venezia, Punta della Dogana e Santa Maria della Salute, normalmente conservata presso la National Gallery di Washington e Venezia, cerimonia dello Sposalizio del mare in prestito dalla Tate di Londra.

La mostra è visitabile a pagamento dal 10 marzo al 10 giugno 2018 a Palazzo Ducale, tutti i giorni, fino al 31 marzo con orario dalle ore 8.30 alle ore 17.30 mentre dal primo aprile dalle ore 8:30 alle ore 19:00.

John Ruskin e Venezia

John Ruskin, artista, scrittore e critico d'arte, nacque a Londra nel febbraio 1819, unico figlio di James Ruskin, mercante, e di Margaret Cox. 

Il forte legame che si instaurò tra l'artista inglese e Venezia ebbe un primo assaggio durante l'adolescenza di Ruskin, che visitò la città all'età di 16 anni, per poi rafforzarsi nei successi incontri. Tra il 1835 e il 1888 Ruskin visitò la laguna e i suoi monumenti 11 volte.

Durante questi viaggi e la sua permanenza a Venezia, tra i vari scritti, divenne testo di riferimento il magnifico libro The Stones of Venice (1851-1853, 3 volumi) nel quale Ruskin non si limitava a celebrare la città o mettere in luce i punti debolezza ma ci fece un'analisi anche a livello sociale e morale, valorizzando il concetto che ogni città, nel bene e nel male, è lo specchio dei suoi cittadini e che quindi la sua struttura architettonica e, a cascata, le sue pietre, riflettono la cultura e la morale civile e religiosa degli abitanti.

Oltre all'opera documentale Le pietre di Venezia, hanno avuto particolare importanza le scenografiche tavole in folio degli Examples of the Architecture of Venice, pubblicate negli stessi anni, e St. Mark’s Rest, realizzato per revisionare The Stone of Venice, successivamente alle demolizioni apportate alla Basilica di San Marco e di cui egli fu testimone.

Ruskin si spense a Brantwood, Lake District, nel gennaio del 1900.

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Pubblicato: Martedì, 06 Marzo 2018 — Aggiornato: Martedì, 06 Marzo 2018