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Esposizione
da Sab 18/06/2016 a Mer 17/08/2016
Studio Ar33
Ingresso gratuito

Gli scatti autentici e sinceri del fotografo colombiano raccontano la pittrice messicana simbolo dell’arte moderna e icona di resistenza al dolore e di opposizione alla malattia.

Venezia accoglie, con rispetto e ammirazione, la nota artista Frida Kahlo mostrata dall’occhio fotografico dell’amico Leo Matiz, di discendenza veneziana. Frida è passata alla storia non solo per la sua produzione artistica originale e d’effetto ma per il suo indomabile attaccamento alla vita nonostante le innumerevoli difficoltà, soprattutto di salute, che la non lunga esistenza le presentò.

Nello Studio Ar33 di Venezia saranno esposte 30 fotografie inedite, realizzate in bianco e nero e a colori che hanno come soggetto principale la pittrice messicana e la sua interiorità e nello sfondo la luce calda, la cultura, il delicato periodo politico e la gente messicana. Gli scatti rivelano una donna pacifica, calma, forte e sicura di sè di fronte all'obiettivo del suo amico colombiano, quasi irriconoscibile dalla ragazza di quindici anni prima fragile e condannata alla disabilità attaccata alla pittura quale ancora di salvezza che la sfruttava come forma di liberazione.

Frida e l'instancabile fotografo-viaggiatore colombiano si conobbero negli anni Quaranta quando la pittrice tornò nella casa natia dopo le numerose esperienze internazionali. Tra i due nacque subito una forte amicizia che si manifestò in una serie di immagini che rivelano la sensibilità e l’anima della messicana, al di là delle sofferenze fisiche subite da Frida.

L’esposizione, organizzata dall’Ar33 Studio e la Fondazione Leo Matiz, include anche una serie di fotografie di Matiz modificate dall'artista italiano Emanuele Viscuso: le immagini cercano di evocare un'empatia con il soggetto, per introdurre il visitatore nella sofferenza artistica della pittrice e nelle battaglie che liberarono il suo corpo tormentato e vulnerabile.

Dal 18 giugno al 17 agosto la mostra è visitabile gratuitamente nella sedie di Ar33 Studio, Frezzaria 1732, Calle dei Barcaroli, tutti i giorni dalle ore 10:30 alle ore 19:30. Alejandra Matiz, figlia di Matiz e presidente della Fondazione intitolata al grande fotografo colombiano, sarà presente all'inaugurazione dell'esposizione veneziana.

Chi era Frida Kahlo

Frida nasce nel villaggio di Coyoacán, Città del Messico, nel 1907 e già in tenera età cominciano i suoi problemi fisici a causa di una malformazione congenita della colonna vertebrale (spina bifida).

La data del 17 settembre 1925 rappresenta il momento probabilmente più tragico della sua esistenza in quanto è coinvolta in un incidente stradale mentre viaggia su un autobus: un'asta di metallo le trapassa il corpo da parte a parte, la spina dorsale le si frattura in diversi punti così come la gamba sinistra e le costole. L'evento traumatico le lascerà delle ferite indelebili — sia esteriori che interiori — e la pittura, da semplice hobby, diventa vero motivo per cui merita vivere.

Durante la lunga convalescenza assiduamente dipinge, spesso si tratta di autoritratti, in quanto come lei stessa disse “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”: questa attività le è consentita grazie ad uno specchio appeso sul letto a baldacchino e un apposito dispositivo su cui appendere la tavola di legno necessaria per dipingere.

Dopo tre anni di sofferenza, la sua vita torna quasi alla normalità e si unisce al Partito Comunista dove conosce e si innamora di Diego Rivera. Il loro amore travagliato, ricco di tradimenti da entrambe le parti, passione viscerale e contaminazione delle rispettive arti, vedrà l'affermazione di Frida soprattutto fuori i confini messicani e in particolare negli Stati Uniti d'America dove vi si trasferisce in diversi momenti della vita.

Due aborti alle spalle e due matrimoni sempre con Diego Rivera, dal 1941 circa ritorna nel suo Messico, con una maggiore consapevolezza e sicurezza di sè, delle sue capacità e del suo valore. Dopo poco il suo esile e martoriato corpo comincia a dare i primi segni di cedimento e, durante la sua attività di insegnante d'arte, è costretta a trasferire la sede di lavoro nella sua Casa-laboratorio Blu a Coyoacán.

Negli ultimi 8 anni di vita dovrà subire numerose operazioni alla colonna vertebrale, l'amputazione parziale di una gamba a causa di un'infezione, una polmonite e all'età di 47 anni, esattamente il 13 luglio 1954, probabilmente a causa di un'embolia polmonare, Frida Kahlo muore.

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