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Pubblicato il rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sulle eco-performance dei capoluoghi di provincia italiani che ha premiato, con il primo posto, Venezia tra le 15 grandi città d'Italia. Scopriamo perché.

Indagine annuale giunta quest'anno alla ventesima edizione che attribuisce un punteggio a 104 capoluoghi d'Italia secondo 26 indicatori tematici basati su una settantina di indicatori primari. I capoluoghi di provincia vengono suddivisi, a seconda del numero di abitanti, in piccole città (quelle sotto gli 80mila abitanti), medie città (tra gli 80mila e i 200mila abitanti) e le grandi città con un numero di abitanti superiore ai 200.000.

Pe la città di Venezia bisogna quindi considerare l'intero comune urbano che comprende Mestre e le varie municipalità, non solo Venezia intesa come "città storica".

I 26 indicatori di riferimento

Nell'indagine vengono presi in considerazione, per la valutazione finale, i principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali (pubbliche e private). Nello specifico:

  1. Qualità dell'aria: NO2 – calcola la concentrazione nell'aria del biossido di azoto; 
  2. Qualità dell'aria: PM10 – verifica la presenza nell'aria di polveri sottili;
  3. Qualità dell'aria: Ozono – controlla la concentrazione di questo gas estremamente tossico per gli essere viventi e la media di giorni di superamento dei limiti previsti;
  4. Consumi idrici domestici – conteggia i consumi giornalieri pro capite di acqua potabile per uso domestico;
  5. Dispersione della rete – differenza percentuale dell'acqua immessa e quella consumata per usi civili, industriali e agricoli;
  6. Capacità di depurazione – indice composto che verifica l'efficienza dell'impianto di depurazione cittadino;
  7. Rifiuti: produzione di rifiuti urbani – computo della produzione pro capite dei rifiuti urbani;
  8. Rifiuti: raccolta differenziata – percentuale tra la frazione di rifiuti recuperabile e il totale dei rifiuti urbani prodotti;
  9. Trasporto pubblico: passeggeri – numero dei passeggeri trasportati dai mezzi pubblici per abitante;
  10. Trasporto pubblico: offerta – rapporto tra chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente;
  11. Mobilità alternativa – indice sintetico di mobilità alternativa (car-sharing, controlli varchi ZTL, ...); 
  12. Tasso di motorizzazione auto – auto circolanti ogni 100 abitanti;
  13. Tasso di motorizzazione motocicli – motocicli circolanti ogni 100 abitanti;
  14. Incidentalità – numero di vittime in incidenti stradali ogni 10.000 abitanti;
  15. Isole pedonali – estensione media delle isole pedonabili;
  16. Zone traffico limitato – estensione delle Zone a Traffico Limitato attive almeno i giorni feriali e per più di 8 ore diurne e applicabile per tutti i tipi di veicoli;
  17. Piste ciclabili – verifica della lunghezza e della tipologia di piste dedicate, in via esclusiva o meno, alle biciclette;
  18. Ciclabilità – indice che misura la capacità dell'amministrazione comunale di fornire strumenti idonei a favorire la mobilità ciclabile;
  19. Verde urbano fruibile pubblico – estensione pro capite di verde fruibile in area urbana;
  20. Aree verdi totali – il rapporto tra le diverse tipologie di aree verdi e l'estensione del territorio comunale;
  21. Consumi elettrici domestici – rilevazione dei consumi elettrici annuali e pro capite domestici;
  22. Energie rinnovabili e teleriscaldamento – valutazione sull'impiego e diffusione di energie e fonti rinnovabili e a minore impatto ambientali nei capoluoghi italiani;
  23. Politiche energetiche – indice composto che tiene conto di diversi elementi quali lo stanziamento di incentivi economici o l'introduzione di un regolamento edilizio che riguarda il risparmio energetico e le fonti di energia rinnovabile;
  24. Certificazioni ambientali: ISO 14001 – indicatore in grado di determinare il livello di innovazione e attenzione all'ambiente da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni; 
  25. Pianificazione e partecipazione ambientale – indice sintetico che rivela il livello di pianificazione attraverso la redazione di determinati documenti, tra i quali ad esempio il Piano Energetico Comunale (PEC) o la Zonizzazione acustica;
  26. Eco management – indice composto da più indicatori che misura le capacità delle pubbliche amministrazioni di rispondere adeguatamente alle criticità ambientali all'interno delle proprie strutture (uso di carta riciclata, raccolta differenziata all'interno degli uffici, ...).

Il quadro d'insieme della valutazione finale

Per capire il quadro d'insieme bisogna doverosamente citare alcuni passaggi importanti del report:

"Non c’è da star allegri se le migliori 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza (con 60/100 di punteggio), quando soltanto rispettando tutti i limiti di legge (e quindi senza nessuna performance straordinaria) il punteggio complessivo di un centro urbano sarebbe molto vicino a 100. Non c’è proprio da stare allegri perché il quadro complessivo che emerge dalla XX edizione del rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore descrive un Paese pigro, apatico, che ha smesso di credere e investire nel cambiamento."

Ancora:

"Si parla tanto di smart city ma non dobbiamo dimenticare che le città possono essere smart solo se ci sono smart citizens, e quindi relazioni, creatività e cultura per creare consapevolezza sulle sfide e nuovi stili di vita." / "Bisogna pensare un modo nuovo di usare le risorse e l’energia, di organizzare la mobilità, con spazi pubblici più sicuri, più salutari e meno alienanti, immaginando la città come luogo dove si realizzano le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità. Nello specifico, la ventesima edizione di Ecosistema Urbano, con gli oltre 100mila dati raccolti attraverso un apposito questionario rivolto e redatto dalle amministrazioni dei comuni capoluogo, vede sul podio delle migliori città Venezia per le grandi, Trento per le medie e Belluno per le piccole, tenendo presente che si tratta di capoluoghi che ottengono punteggi di poco superiori ai 60/100. La sufficienza quindi, in un panorama, purtroppo, di generale mediocrità."

Un quadro che, quindi, anche di fronte ad alcune città più eccellenti di altre non fa che confermare la reale urgenza di cambiare cultura, stile di vita e soprattutto una visione più lungimirante sia da parte delle amministrazioni, sia da parte dei cittadini.

La città di Venezia

Venezia come tutti sappiamo è una città unica, che lo diventa ancor più se viene considerata nel suo insieme urbano comprensivo dell'entroterra veneziano. Questa sua peculiarità la porta ad avere quindi delle eccellenze naturali, ma anche degli svantaggi altrettanto naturali, che vanno necessariamente mediati alle eccellenze o ai punti critici derivanti dalla sua gestione, sia come Amministrazione che come cittadinanza.

I punti a favore della città nel suo insieme riguardano il numero di passeggeri trasportati dai mezzi pubblici, il più basso tasso di immatricolazione di auto, l'estensione delle isole dedicate ai pedoni, le piste ciclabili e i servizi offerti dall'Amministrazione per incentivare la ciclabilità, la presenza di estese aree verdi, i livelli di attenzione e innovazione ambientale secondo quanto stabilito dalla certificazione ISO 14001 e l'eco management attuato dal Comune di Venezia.

Tra i punti a favore derivanti dalla sua conformazione e peculiarità, segnaliamo l'indicatore legato al largo uso del trasporto pubblico, prerogativa necessaria per i pendolari che per lavoro o studio devono recarsi quotidianamente nella città "storica" e quello legato all'enorme estensione di aree pedonali, se si pensa che Venezia è di per sé un'ampia area di accesso limitata ai pedoni e non a caso è quasi 5 volte più estesa della città di Firenze, seconda classificata nel relativo indicatore.

Una peculiarità che non va vista però come accezione "negativa" sul conteggio, quanto un patrimonio che a maggior ragione è importante tutelare e, anzi, migliorare, specialmente se consideriamo che questa sua peculiarità viene "appesantita" da mezzi acquei e aerei piuttosto importanti, vettori di grandi numeri di flussi turistici, che si uniscono al normale traffico quotidiano.

La qualità dell'aria, infatti, in generale resta sempre a livelli di emergenza nonostante si possa affermare che le rilevazioni delle concentrazioni di polveri sottili sono migliorate così come la media di giorni di superamento dei limiti per l’ozono risulti in leggera discesa. Lo stesso non si può dire per le concentrazioni di biossido di azoto, in crescita dall'anno scorso a quest'anno.

La produzione di rifiuti solidi urbani cala a favore di un aumento della raccolta differenziata anche se la percentuale è ben lontana dal target del 65% imposto per il 2012 dalla normativa comunitaria. La percentuale di depurazione dei reflui è in aumento mentre quella di acqua potabile dispersa dalla rete idrica non dimostra una riduzione percentuale, anzi è cresciuta di due punti.

In conclusione

È giusto essere pienamente soddisfatti dei risultati di eccellenze raggiunti grazie alle buone azioni messe in atto dall'amministrazione e dalla cittadinanza stessa, che però non va assolutamente visto come un traguardo, quanto un riferimento positivo a cui guardare per continuare a migliorarsi ancora e iniziare a volgere lo sguardo verso tutte le caratteristiche negative che ancora esistono, da risolvere.

Concordiamo con la reale necessità di immaginare un futuro diverso, migliore, più lungimirante, non solo a Venezia ma che da Venezia può però nascere e svilupparsi come esempio per altre realtà italiane e internazionali, anche attingendo allo spirito di una storia millenaria che scorre nel nostro sangue. Un bagaglio culturale e storico importante, che ancora oggi può insegnarci molto.

È corretta quindi anche l'affermazione di Gianfranco Bettin, assessore all'ambiente e la città sostenibile del Comune di Venezia quando afferma che non bisogna riposarsi sugli allori, ma puntare ad un costante miglioramento, com'è necessario e urgente fare.

Anche da parte nostra, con il recente avvio di una linea specifica e dedicata all'argomento sostenibilità che abbiamo chiamato Venipedia Sostenibile, ci sarà il massimo impegno per favorire e operare direttamente questo percorso di miglioramento, che si unisce al percorso di sensibilità ambientale e sociale che ci ha sempre contraddistinto anche in altri frangenti, e che abbiamo deciso di rafforzare ulteriormente anche al di fuori del progetto Venipedia.

Un report importante per una città importante, che deve darci la spinta immediata per cooperare tutti insieme al raggiungimento di un traguardo importante che ci riguarda tutti: noi e il mondo che ci circonda, anche per le future generazioni.

 

Fonte: Legambiente / Comune di Venezia

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Pubblicato: Giovedì, 31 Ottobre 2013 — Aggiornato: Martedì, 18 Febbraio 2014