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Evento naturalistico
Ven 20/03/2015
Sedi varie

Un'eclissi affascina sempre. Se poi sei a Venezia, nella sua laguna o in altri luoghi interessanti, può diventare un evento magico, stimolante e davvero interessante. Abbiamo messo in fila qualche informazione utile, pratica e qualche spunto sulle cose da fare in questa occasione, comprese delle interessanti informazioni scientifiche.

Un'eclissi è sempre un evento unico e spesso intimorisce ancora i suoi spettatori. In questo caso lo è ancora di più poiché avviene nello stesso giorno dell'equinozio di primavera (che però sarà alle 23:45), evento che si verificò – escludendo il nostro secolo – l'ultima volta nel 20 marzo 1662.

Sperando che il tempo sia clemente e permetta di godere di una buona visibilità del cielo, il fenomeno inizierà alle 09h27m36s (secondo i tempi calcolati per il Planetario del Lido di Venezia), durerà 2 ore e 20 minuti terminando quindi alle 11h48m10s, con picco massimo di copertura del 61,5% alle 10h36m18s. Per gli appassionati, lo si potrà osservare anche presso il Planetario a partire dalle ore 9:30 con alcuni strumenti predisposti e adatti all'osservazione del Sole, dove alcuni astrofili saranno a disposizione per spiegare e illustrare il fenomeno.

L'eclissi sarà visibile ad un'altezza di 30-40 gradi, in direzione sud-est (dati di riferimento per il territorio lagunare e zone limitrofe).

Le precauzioni prima di tutto

Non guardare l'eclissi a occhio nudo. È importante ricordare che guardare un'eclissi senza le dovute protezioni può causare forti danni agli occhi, anche permanenti. Sconsigliati i "vecchi" metodi del vetrino affumicato e di occhiali da saldatore, se non con un fattore di protezione indice #14. Lo strumento consigliato sono quindi gli appositi occhiali acquistabili nei negozi di ottica (dal sito del Planetario viene indicato un costo di 3-4 euro), con filtri Mylar adatti alla visione del Sole.

Un evento, tanti risvolti

Considerando che la prossima eclissi è prevista tra 19 anni, e così via a cicli di altrettanti anni, quello del 20 marzo sarà un evento naturalmente da non perdere. Perché?

Per gli astrofisici è un momento prezioso per studiare quella che si chiama corona solare ovvero la parte più esterna del Sole, misurare il diametro della stella e annotarne eventuali variazioni in coordinamento con i vari osservatori nello spazio. Lo studio della corona risulta particolarmente importante ai giorni nostri per le informazioni che si possono raccogliere in merito alla superficie del Sole e le sue variazioni globali. Considerando che la morfologia della corona sta cambiando per la riorganizzazione del campo magnetico della superficie durante il ciclo solare, il suo confronto attuale con la documentazione storica potrebbe aiutare la comprensione delle variazioni magnetiche solari a lungo termine. Permettono anche di valutare e diagnosticare le condizioni fisiche di temperatura a più di un milione di gradi, densità e dinamiche della corona e alla base della sorgente dei venti solari.

Questi studi sono importanti per noi perché le instabilità dinamiche, i venti solari e l'ambiente pervadono l'intero sistema solare e interagiscono con la magnetosfera della Terra.

Per i geofisici, di conseguenza, questo evento sarà utile per lo studio e la misurazione degli effetti e dei fenomeni indotti dall'eclissi sull'alta atmosfera del nostro pianeta. Effetti che per inciso interessano anche altri rami della scienza, come la metereologia. Nel 1999, per esempio, in una zona dell'Inghilterra meridionale non coperta da nubi si osservò che i venti abbassarono la loro velocità di 0,7 metri al secondo, cambiando direzione in senso antiorario, di 17 gradi nella media.

I naturalisti coglieranno l'occasione per osservare il comportamento animale, che subiscono maggiormente il fenomeno e con meno entusiasmo di noi. Tra i comportamenti osservati – e sarà tra le altre cose interessante prestare attenzione al mondo che ci circonda durante l'eclissi – c'è l'interruzione del canto delle cicale, il ritorno temporaneo delle api all'alveare – diminuendo così il ronzare nell'ambiente – e l'inversamente proporzionale maggiore attività di animali notturni come i pipistrelli. Gli uccelli invece sembrano essere quelli più confusi e "allarmati" dal cambio di luce, così come gli ippopotami che in alcuni casi si è osservato interrompere le attività quotidiane e diventare più nervosi. Alcuni ragni si sono messi a smantellare la loro ragnatela – tranne quelli illuminati artificialmente –, per poi ricostruirla ad eclissi passata.

Fotografi, documentaristi e videomaker potranno sfruttare l'occasione per ritrarre, se la fortuna e l'abilità li assiste, alcuni degli aspetti appena citati, o più semplicemente documentare in forma più o meno artistica e creativa l'evento. Venezia e la sua laguna, così come molti altri territori del Veneto, offriranno senza dubbio varietà di scenari interessanti e stimolanti su cui basare gli scatti e le riprese. Qualche spunto creativo? Si può andare in alto, sfruttando la vista di campanili e palazzi alti, oppure sfruttare il connubio tra natura e paesaggio nelle tante oasi e valli da pesca che ci sono nella laguna veneziana, così come sfruttare angoli conosciuti e meno conosciuti della città per ritrarli in una forma alternativa. Si può godere di tutto il litorale che si estende nei tre lidi principali: Sottomarina, Lido di Venezia e Lido di Jesolo-Cavallino. I più coraggiosi possono sfruttare attrezzature impermeabili per ritrarre il tutto a pelo d'acqua, o addirittura parzialmente immersi.

Durante l'eclissi si possono sfruttare anche effetti ottici derivanti dalla proiezione della luce, perché non sfruttarlo per giochi creativi?

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Galleria immagini

Effetto ottico di una eclissi parziale sulle ombre (Eclipse 2005/Nils van der Burg/Flickr)
Effetto ottico di una eclissi parziale sulle ombre (Eclipse/Jay Cross/Flickr)
Effetto ottico di una eclissi parziale sulle ombre (Eclipse/Jay Cross/Flickr)
Effetto ottico di una eclissi parziale sulle ombre (Eclipse/Jay Cross/Flickr)
Effetto ottico di una eclissi parziale sulle ombre (Eclipse/Jay Cross/Flickr)

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Pubblicato: Giovedì, 19 Marzo 2015 — Aggiornato: Giovedì, 19 Marzo 2015