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Esposizione
da Sab 19/09/2015 a Dom 15/11/2015
Palazzo Cini
Ingresso a pagamento

Due ritratti del mecenate veneziano, uno di Tiziano e l'altro di Veronese, per la prima volta insieme, a Palazzo Cini a San Vio. Una motivazione in più per visitare il secondo piano della residenza di Vittorio Cini recentemente ristrutturato e aperto al pubblico. 

La stagione autunnale della Galleria di Palazzo Cini apre i battenti in occasione del V° Centenario della nascita di Daniele Barbaro, detto "Architetto del sapere", con l'inedita riunione di due suoi ritratti realizzati da Tiziano e Veronese e oggi custoditi in due importanti musei europei. L'esposizione dei due quadri — provenienti dal Museo del Prado di Madrid e da Rijksmuseum di Amsterdam — è stata inaugurata il 19 settembre 2015 e sarà visitabile fino al 15 novembre 2015.

Negli spazi del secondo piano nobile di Palazzo Cini, restaurato e aperto al pubblico nel maggio 2014, viene elogiato e ricordato Daniele Barbaro, considerato da molti la più rilevante figura di operatore culturale nella Venezia cinquecentesca e famoso, in particolare, per essere stato il curatore della riedizione veneziana del De Architectura di Vitruvio. L'umanista veneziano fu una voce raffinata e preparata del dialogo intellettuale nei circoli culturali della città dei Dogi e committente dei più rinomati artisti dell'epoca, tra i quali Andrea Palladio e Paolo Veronese.

In onore di questa carismatica personalità, giungono in laguna due capolavori indiscussi della ritrattistica veneziana del Cinquecento: il dipinto di Tiziano Vecellio, proveniente dal Museo spagnolo del Prado, raffigurante Daniele Barbaro a trent'anni circa, con il volto a tre quarti e sguardo riflessivo (1545 ca.) e la tela di Paolo Veronese, conservato nel Rijksmuseum olandese, più avanti con l'età nelle vesti di patriarca (1560-61). Per l'occasione, il 4 novembre 2015, sarà organizzato nell'Isola di San Giorgio Maggiore — sede della Fondazione Cini — una giornata di studi dedicata al letterato e al suo contesto culturale.

Sempre nel secondo piano della dimora , si potranno osservare anche una serie di disegni veneti settecenteschi conservati presso la Fondazione Cini pur con provenienze diverse realizzati da artisti del calibro di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Canaletto, Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Zais, Anton Maria Zanetti e Francesco Guardi. Oltre a questi, si segnala la presenza dell'opera Capriccio con campiello di Francesco Guardi del Musée Jacquemart-André di Parigi.

Palazzo Cini, meravigliosa casa-museo un tempo abitazione di Vittorio Cini e da trent'anni donato alla Fondazione omonima, rientra — insieme alle Gallerie dell'Accademia, alla Collezione Peggy Guggenheim e a Punta della Dogana — in un innovativo progetto denominato Dorsoduro Museum Mile, un itinerario culturale realizzato per incentivare la promozione delle rispettive strutture museali in modo integrato e la valorizzazione del sestiere. Al suo interno, nelle sale del primo piano nobile, arredate in modo originale e secondo il gusto personale del grande collezionista, sono custoditi mobili e oggetti singolari, oltre ad opere d'arte di particolare bellezza di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo e Dosso Dossi e molti altri.

La mostra è visitabile fino al 15 novembre 2015 tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 11:00 alle ore 19:00.

Galleria immagini

Tiziano Vecellio, Ritratto di Daniele Barbaro, 1545 c., Madrid, Museo del Prado.
Paolo Veronese, Ritratto di Daniele Barbaro, 1560 c., Amsterdam, Rijksmuseum.

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