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Esposizione
da Ven 29/09/2017 a Dom 08/07/2018
Gallerie dell'Accademia
Ingresso a pagamento
Tempo di lettura: 4 minuti

In occasione delle celebrazioni per il bicentenario delle Gallerie dell'Accademia, viene promossa una mostra dedicata a Canova, Hayez e Cicognara, artisti noti per aver contribuito a risvegliare culturalmente Venezia dopo la fine della Serenissima Repubblica e l'annessione a Napoleone.

Fino all'8 luglio 2018 saranno oltre 130 le opere di pregio allestite negli spazi al pianterreno delle Gallerie dell'Accademia e indirizzate a valorizzare le figure cardine dell'esposizione: Leopoldo Cicognara, Antonio CanovaFrancesco Hayez. I protagonisti sono introdotti in alcuni dei temi e momenti più significativi della storia della città lagunare che rappresentarono alcuni passi importanti verso la rinascita culturale di Venezia dopo la caduta della Serenissima e l'insediamento del governo francese.

Il percorso espositivo si snoda attraverso dieci ambiti e rievoca, tra gli altri, la sottrazione da parte dei francesi dei quattro cavalli marciani (e dell'antico leone posto su una delle colonne della piazzetta San Marco) e la loro successiva ricollocazione avvenuta il 13 dicembre 1815 frutto anche dell'intercessione di Canova e Cicognara nonchè la trattativa decisiva da parte; di Leopoldo Cicognara nell’acquisizione della collezione di disegni del segretario dell’Accademia di Belle Arti di Milano Giuseppe Bossi che nel 1822, dopo la sua morte, fu acquistata dal governo austriaco per l’Accademia veneziana.

Una specifica sala è destinata ai maestri di pittura e di scultura, tra i quali Teodoro Matteini e Angelo Pizzi, e ai migliori allievi dell’Accademia di Venezia, selezionati con appositi concorsi, che venivano inviati a Roma per un periodo di perfezionamento – il pensionato – a studiare l’antico e gli esempi classici del Rinascimento e del Seicento. Gli studenti considerati meritevoli alloggiavano nel palazzo un tempo sede dell’ambasciata della Serenissima, avendo l’opportunità di venire seguiti da Canova. Periodicamente dovevano inviare all’Accademia veneziana i loro dipinti dimostrando i progressi raggiunti.

Un'intera stanza del museo, inoltre, è stata dedicata a George Byron e alla sua entusiastica permanenza di tre anni a Venezia (1816-1819), alle sue avventure amatorie e alla reputazione di maggior poeta vivente e per questo corteggiato da tutti i salotti letterari dell'epoca, primi fra tutti i due più rinomati: quello di Giustina Renier Michiel, esperta di storia veneziana, e quello di Isabella Teotochi Albrizzi, grande amica di Foscolo e di Canova, considerata dallo stesso Byron la Madame de Staël italiana

Per la mostra, dopo quasi due secoli, ritorna riunita a Venezia la serie di manufatti, oggi dispersa tra gli eredi della famiglia imperiale, nota come l’Omaggio delle Provincie Venete alla Maestà di Carolina Augusta Imperatrice d'Austria che fu esposta nelle sale dell'Accademia nel 1818 e poco dopo inviata alla corte viennese; le opere furono realizzati per il quarto matrimonio dell’imperatore Francesco I a parziale copertura del pesante tributo richiesto dalle Province Venete. L'insieme dei prodotti composti da dipinti di soggetto biblico, vedute veneziane, sculture mitologiche, vasi di gusto antico, lavori di oreficeria e un tavolo realizzato con smalti e bronzi da Giuseppe Borsato, era valorizzato da una pregevole scultura di Canova, la magnifica statua di Polimnia seduta. 

La mostra è visitabile, a pagamento, tutti i giorni fino all'8 luglio 2018, i lunedì dalle 8:15 alle 14:00 e da martedì a domenica dalle 8:15 alle 19:15.

I protagonisti: Cicognara, Canova e Hayez

Conte Leopoldo Cicognara, storico e mecenate ferrarese, dopo una discussa carriera politica nella Milano napoleonica, nel 1808 venne incaricato presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia avviando un ampio programma di riforme, riuscendo a far conciliare la difesa e la valorizzazione del patrimonio artistico con il sostegno agli artisti contemporanei che si formavano nelle aule dell’Accademia, fra gli altri Hayez.

Antonio Canova, amico fidato di Cicognara, aiutò nell'impresa di rinnovamento l'amico ferrarese portando all'antico splendore l'arte scultorea italiana; per Cicognara realizzò un enorme busto che venne poi collocato sulla sua tomba nella Certosa di Ferrara. Cicognara, in onere dell'artista e amico di Possagno, pubblicò il volume Storia della scultura in Italia e si occupò personalmente dei funerali avvenuti il 16 ottobre 1822, raccogliendo fondi per la realizzazione di un monumento funebre realizzato dai maggiori artisti dell'epoca che è ancora oggi visibile nella Basilica dei Frari. La straordinaria fama raggiunta da Canova ancora in vita — considerato il maggiore artista contemporaneo e uno dei più grandi scultori di tutti i tempi — ebbe rilevanza nazionale: la sua morte, infatti, venne considerata un lutto per l'Italia intera, che era ancora solo un’idea artistica e letteraria e vedeva in lui l’artista capace di restituirle la grandezza di un tempo.

Canova e Cicognara, per restituire alla pittura italiana l’antica grandezza, puntarono soprattutto su Francesco Hayez; questi inventò a Venezia il Romanticismo pittorico che venne realmente capito e si diffuse solo a Milano, divenendo la sua nuova casa. Il quadro Rinaldo e Armida Hayez lo realizzò durante gli studi romani (pensionato) nel 1813 e lo inviò alle Gallerie dell’Accademia, dov'è tutt'oggi custodito. 

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Pubblicato: Venerdì, 27 Aprile 2018 — Aggiornato: Mercoledì, 20 Giugno 2018