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Giovedì 29 novembre, ore 17:30, prosegue il ciclo di incontri dedicati a Venezia presso l'auditorium Sbrogliò, in via Gobbi n.19, a Favaro Veneto. Il dott. Giuliano Semenzato presenta: la storia dell'Arsenale, che è stato per otto secoli — dal 1100 fino ai primi del '900 — il motore produttivo di Venezia.

Questo incontro ci porterà in un viaggio virtuale nella prima industria a catena di montaggio d’Europa, dove si realizzavano sia imbarcazioni mercantili che da combattimento, ma anche funi e vele.

In questo viaggio potremmo visualizzare l’Arsenale, fin dai tempi della Serenissima che era il cuore della vita commerciale e della potenza militare. Inizieremo un percorso con il primo complesso che risale all’inizio del XI secolo in corrispondenza della Darsena Doge Falier o Darsena Vecchia, dove si aggiunsero nei secoli il complesso dell’Arsenale Nuovo (1300) e dell’Arsenale Nuovissimo (1500).

Seguirà il periodo di massimo sviluppo che si ebbe in occasione della quarta crociata (XIII sec.), dove si riusciva a produrre un’imbarcazione al giorno. Nel tempo divenne una sorta di “industria” nel cuore di Venezia: tecnici, operai, artigiani trovavano impiego in una struttura ordinata e all’avanguardia che consentì una produzione straordinaria e via via dotata di nuove infrastrutture.

Nell’anno 1797, dopo anni di fervido splendore, venne semidistrutto dalle truppe Francesi, prima della cessione di Venezia all’Austria con il trattato di Campoformio (10 ottobre 1797). Nei decenni successivi, nell’alternarsi delle dominazioni austriaci e francesi, ricominciarono le ricostruzioni e gli ampliamenti. Dal 1866 si perseguì il progetto di rendere l’Arsenale un importante base navale dell’Alto Adriatico. Vennero realizzati nuovi interramenti nella zona di barene a nord – est dell’Arsenale Nuovissimo e alla fine del secolo furono varati alcuni dei colossi della Marina Italiana.

Nell’ultima fase, a partire dai primi anni del 900, si assistette a un ulteriore ampliamento sempre nella zona di nord-est, ma la costruzione delle navi veniva sempre più trasferita dagli arsenali ai cantieri privati. L’Arsenale vide pertanto ridursi le proprie funzioni produttive. In seguito l’occupazione tedesca, dell’ultimo conflitto bellico, contribuì alla spoliazione di materiali e macchinari.

Qui scopriremo anche l'origine del nome "arsenale", che è diventato di uso comune nella lingua italiana corrente, e il passo con cui lo stesso Dante Alighieri lo citò nella Divina Commedia, concludendo con la panoramica sull'attuale utilizzo.

Un viaggio completo e avvincente, che descriverà uno dei maggiori punti di forza della Serenissima.

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 28 Novembre 2012 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 28 Novembre 2012

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