Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Tempo di lettura: 3 minuti

Giovedì 06 Dicembre, ore 17:30, prosegue il ciclo di incontri dedicati a Venezia presso l'auditorium Sbrogliò, in via Gobbi n.19, a Favaro Veneto. Il dott. Giuliano Semenzato presenta:”Il sistema fortificato della laguna di Venezia” che è un variegato sistema di opere di fortificazione realizzate, in fasi successive, a protezione di Venezia e della laguna veneta, dalla Serenissima Repubblica, dall'Impero francese, dall'Impero austriaco e dal Regno d'Italia.

Questo incontro ci porterà in un viaggio virtuale a scoprire le più importanti opere di difesa progettate dalla Repubblica di Venezia, come strumento di protezione dell’antica città, costituito da mura e catene di sbarramento per l’accesso al Canal Grande. Con lo svilupparsi della potenza veneziana la protezione della città prese ad essere garantita dalla flotta di stanza all'Arsenale e dalla rete di galeotte e fuste di sorveglianza alle bocche di porto e dalla flottiglia di imbarcazioni di sorveglianza notturna organizzata dal potente Consiglio dei Dieci.

L'Arsenale era inoltre la fortezza e il  presidio militare della città, oltre che da vero e proprio cuore dell'apparato militare veneziano, sede di fonderie, depositi di armi e acquartieramento di truppe. Il successivo sistema difensivo progettato dalla Repubblica di Venezia per proteggere la città e la sua laguna si sviluppò invece progressivamente a partire dal XIV secolo. Infatti nel 1379i, nel pieno della guerra con Genova, la minaccia rappresentata dalla presenza della flotta ligure, penetrata in laguna attraverso Chioggia, impose per la prima volta a Venezia la necessità di sbarrare con maggior decisione gli accessi marittimi alla città. Dopo questo pericoloso evento, Venezia vide la necessità di sbarrare con maggior decisione gli accessi marittimi alla città. La via navigabile che, risalendo da sud conduceva direttamente nel bacino San Marco venne dunque bloccata decretando lo sgombero del borgo di Poveglia, dove già sorgeva un castello, e la realizzazione davanti all'isola una piccola fortezza a pianta ottagonale destinato ad ospitare batterie d'artiglieria: l'ottagono di Poveglia.

Superata questa prima minaccia, la crescente potenza dell'Impero ottomano spinse nel XVI secolo il Senato veneziano ad iniziare una più poderosa opera di rafforzamento delle difese lagunari. Nel 1538 venne completato così a Chioggia il nuovo forte di San Felice. Seguito poi, nel 1543, dal decreto che ordinava la costruzione, all'ingresso del Porto di Lido, del possente Forte di Sant'Andrea, opera del Sanmicheli. Nello stesso periodo venne avviata anche la costruzione del Forte di Sant'Erasmo, a Venezia, e del Forte di Brondolo a Chioggia. Nel 1571, poi, il Senato decretò anche la realizzazione di nuovi ottagoni per il controllo della bocca di porto di Malamocco, edificati su progetto di Jacopo Sansovino o, più probabilmente, del solito Sanmicheli. Nel 1591, poi, la difesa dell'accesso settentrionale alla laguna venne ulteriormente rafforzato con la costruzione del Forte di San Nicolò.

Con la minaccia turca a seguito della Guerra di Candia del 1646 , Venezia ritenne necessario rafforzare in maniera adeguata le difese del porto di Malamocco con la realizzazione di due nuovi forti. Le due costruzioni, realizzate una di fronte  all'altra sulle sponde dell'accesso portuale, vennero completate però solo nel 1726 e presero il nome di Forte di San Pietro e Forte degli Alberoni.

L'intero sistema difensivo è stato poi completato con una cerchia di batterie su palafitte che circondavano a corona Venezia dal lato di terraferma. Tale era dunque il complesso militare che difendeva la città ancora nel 1797, alla caduta della Repubblica di Venezia.

Ti potrebbe interessare anche... (beta)

Prima pubblicazione: Martedì, 04 Dicembre 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 04 Dicembre 2012

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.