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Evento culturale
da Sab 30/04/2016 a Sab 02/07/2016
La Fabbrica del Vedere
Ingresso gratuito

L'affermazione del digitale nel settore cinematografico cominciò a prendere piede proprio dal filone più creativo, dove una singola persona può essere soggettista, produttore, regista: il cinema d’animazione. Facciamo un passo indietro e torniamo agli albori, quando tutto era manuale...

Il cinema svizzero a Venezia ormai è questione di tradizione: quest'anno, poi, nella Fabbrica del Vedere è stato proposto un workshop di tre giorni nel quale due professioniste svizzere hanno lavorato nella realizzazione di un cortometraggio. Marjolaine Perreten e Séverine Leibundgut con la collaborazione della prof.ssa Masha Starec hanno quindi supportato e insegnato a Sara Savi, Sara Trabucco, Irene Catozzi e Chiara Mantello — quattro aspiranti animatrici che studiano all’Accademia di Belle Arti — a firmare MAMA?, uno short frutto delle più diverse tecniche d’animazione, dalla scomposizione dei fondi di caffè, al decoupage, dal disegno poi colorato in digitale, al classico “traccia-cancella-ritraccia” che mantiene il senso grafico dell’improvvisazione. 

Questa interessante esperienza ha permesso di riflettere sull’era del digitale e di come essa abbia iniziato ad affermarsi nella cinematografia grazie alla forma di creatività più pura, quella gestibile da una sola persona che può esser, nello stesso tempo, soggettista, produttore, regista e quant’altro. Stiamo parlando del cinema d’animazione e di quel paradosso che permette tecnologicamente di dar vita a tutto, partendo dal disegno.

Da qui nasce l'esposizione "Animazioni, dalla Svizzera passando per Venezia. Il disegno prende forma" che, scavando nell’Archivio Carlo Montanaro alla ricerca di testimonianze, racconta l'animazione d’altri tempi, di quando tutto era solo manuale, e l’inventiva dei disegnatori, al di là delle azioni, era anche quella della scomposizione dei gesti in “celluloidi” (in inglese “cel”, qui da noi “rodovetri”) sovrapposte, dei sandwich di segni che, nella trasparenza, lasciavano trapelare gli sfondi dipinti a tempera o ad acquerello.


Carosello, Miguel di Paul Campani © Archivio Carlo Montanaro.

Si comincia con gli anni ’40 egli italiani Sgrilli e Gibba passando per alcuni elementi di due dei primi lungometraggi italiani (Vip mio fratello superuomo di Bruno Bozzetto e Putiferio va alla guerra di Roberto Gavioli), o altri mitici del mai dimenticato Carosello (Miguel di Paul Campani, Cocco Bill, da Jacovitti ma disegnato da Pierluigi De Mas). Si prosegue poi per gli artisti dell’allora est europeo (Zagabria con Marusic, Bonek, Grgic, Bucarest con Popescu-Gopo e Laurentiu Sirbu) arrivando ai “nostri” Manfredo Manfredi, Guido Gomas, Stepán Zàvrel, Secondo Bignardi. Si conclude questa magnifico viaggio nei colori con i pezzi degli anni ’90: Walt Disney, Richard Williams, e l’antesignano, l’inventore dell’animazione, il francese Emile Courtet in arte Cohl, presente con una storia di cinque vignette, risalente all’inizio del ’900.

La mostra — che sarà inaugurata sabato 30 aprile 2016 alle ore 17:00 nella Fabbrica del Vedere — sarà visitabile ad ingresso libero tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 17:00 alle ore 19:00 fino al 2 luglio 2016.

Galleria immagini

Una delle cinque vignette in mostra del francese Emile Courtet in arte Coh considerato l’inventore dell’animazione © Archivio Carlo Montanaro.
Carosello, Miguel di Paul Campani © Archivio Carlo Montanaro.
Putiferio va alla guerra di Roberto Gavioli © Archivio Carlo Montanaro.
La locandina della mostra "Animazioni, dalla Svizzera passando per Venezia. Il disegno prende forma".

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Pubblicato: Mercoledì, 27 Aprile 2016 — Aggiornato: Domenica, 01 Maggio 2016