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Il 12 dicembre si è svolto l’incontro preliminare per la conclusione dell’iter valutativo da parte del Comune di Venezia per passare alla conferenza dei servizi e all’avvio ufficiale dei lavori del progetto di ricerca della Terza Colonna e delle scansioni tomografiche a salvaguardia della Piazzetta di San Marco.

A Ca’ Farsetti sono stati incontrati i responsabili tecnici del Progetto Aurora — Terza Colonna di Venezia per valutare la fattibilità del progetto sotto il profilo tecnico prima di passare al vaglio della conferenza dei servizi, che permetterà finalmente l’avvio ufficiale del progetto — già in possesso del beneplacito della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

Il progetto, voluto e ideato dal Capitano Roberto Padoan — sommozzatore specializzato in indagini subacquee e detentore di importanti brevetti che saranno al servizio della riuscita di questa epocale ricerca —, è supportato da un gruppo di lavoro tecnico di tutto rispetto, coordinato dallo stesso Padoan e sovrinteso dal Prof. Luigi Fozzati, ex dirigente della Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia e dal Dott. Marco Bortoletto, archeologo responsabile di più di 890 interventi archeologici.

La conferenza dei servizi determinerà quindi la conclusione di tutti gli iter burocratici e l’avvio del progetto, che ha già catturato l’attenzione e l’interesse di importanti realtà anche oltreoceano e che sarà ospitato nella primavera 2018 allo Showroom Italia di New York grazie all’interesse del suo amministratore delegato Diego Paoletti, con uno spazio espositivo dedicato e una conferenza tecnico-scientifica sulla ricerca che si svolgerà nello spazio della Piazzetta San Marco e nello spazio antistante, nel Bacino di San Marco.

L’avvio dei lavori vero e proprio attenderà la primavera 2018 per evitare contrattempi ambientali — come alta marea, ghiaccio o pioggia — che possono incidere su questa innovativa e non invasiva ricerca.

Nel frattempo il progetto si occuperà di avviare altre fasi utili e propedeutiche al buon esito delle ricerche, nonché alla divulgazione tramite conferenze sul territorio.

Cos'è il Progetto Aurora — Terza Colonna di Venezia?

Il Progetto Aurora si candida a soluzione dei problemi sotterranei di Venezia. Per testare l’efficacia della nuova metodologia affronta l’applicazione di questa tecnologia in un’area che rappresenta il cuore di Venezia: l’area marciana, ovvero Piazza San Marco, Palazzo Ducale, Basilica di San Marco e, non ultima, la verifica di una leggenda finora senza una risposta: l’esistenza o meno della famosa “terza” colonna.

Dopo oltre 100 anni metodi e tecniche della ricerca archeologica sono cambiati e propongono proprio a Venezia una strategia innovativa di assoluta novità e importanza: la conoscenza della stratigrafia archeologica senza ricorrere allo scavo e per una profondità di 10 metri sia in acqua sia in terra.

Oggi con la nuova tecnologia messa in campo dal Progetto Aurora è possibile intraprendere un viaggio nelle viscere di Venezia senza scavare: non è possibile solo scoprire cosa c’è sotto calli e campielli, case e chiese, ovvero come è nata e si è sviluppata su se stessa la città, ma anche verificare lo stato di salute del sottosuolo che regge l’intera città.

Il delicato rapporto tra acqua e terra comporta col tempo e con le attività antropiche una complessa dinamica del sottosuolo: si possono ampliare le vie di accesso dell’acqua con l’alta marea e il successivo deflusso con la bassa marea, si possono creare cavità più o meno estese dovute all’erosione, può variare la consistenza delle palificate esposte all’acqua e sottoposte all’aggressione della temibile teredine (teredo navalis).  

Sapere cosa succede sotto Venezia è oggi vitale per la sopravvivenza di una città che ospita milioni di turisti l’anno, ma nata per farci vivere non più di 150.000 abitanti. La manutenzione tempestiva di Venezia esige tempistica appropriata e programmazione tecnica non rinviabili a modi e tempi ormai improponibili. La radiografia sistematica della Venezia sepolta tra terra e acqua è la risposta che coinvolge sia l’archeologia sia la vita di tutti i giorni di questa città straordinaria che deve imparare a trasformare in ordinario ciò che ordinario non è se vuole vivere con cittadini normali: la manutenzione corrente di tutto il costruito e l’inserzione dei sottoservizi. — (Estratto della relazione scientifica del Prof. Fozzati e del Dott. Bortoletto)

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Pubblicato: Giovedì, 14 Dicembre 2017 — Aggiornato: Giovedì, 21 Dicembre 2017