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Estate del 1716: le truppe veneziane, capitanate dal condottiero tedesco Schulenburg, fronteggiano gloriosamente i Turchi nell'isola di Corfù.

Corfù, rigogliosa isola greca, a partire dal XIV secolo è stata la roccaforte difensiva veneziana dell'Atlantico per tutta la durata della Repubblica Serenissima; soprannominata la “sentinella del Golfo”, Corfù era l’ultimo baluardo acquatico prima di giungere in Europa occidentale. Durante la sua egemonia sono state diverse le incursioni turche contro i veneziani e in particolare vengono ricordate l’assedio del 1537 e la battaglia del 1716.

L’attacco turco del 1716 a Corfù venne combattuto con coraggio e furore dai veneziani, impedendo così l’ingresso dell’esercito ottomano ed evitando la conquista prima di Venezia e poi dell’intero Occidente Europeo. Nel 2016 si ricordano pertanto con soddisfazione i trecento anni dalle valorose gesta delle truppe della Serenissima che — nonostante i numeri e i mezzi fossero inferiori agli avversari — con le unghie e con i denti riuscirono a resistere ai turchi.

Tornando con la mente al 1715, l’esercito ottomano — dopo aver conquistato per la seconda volta il Peloponneso e preso la fortezza di Santa Maura — si stava minacciosamente avvicinando all’ultima difesa veneziana, Corfù. Cominciò così per la città lagunare un nuovo periodo belligerante che portò, nei primi mesi dell’anno successivo, all’invio di truppe nell’isola greca. Vennero arruolate anche truppe mercenarie presenti in Germania, guidate dal valoroso conte Johann Matthias von der Schulenburg.

Veduta panoramica dalla fortezza vecchia di Corfù

Veduta panoramica dalla cima della fortezza vecchia di Corfù.
 

30.000 i soldati a disposizione dell’esercito turco comandato da Capitan Pascià Hogia contro i circa 1.600 soldati veneziani di Schulenburg. Una differenza abissale che faceva presagire un’inesorabile sconfitta per la Serenissima Repubblica.

Lo scontro iniziale si svolse in mare e la flotta veneziana fu condotta da Andrea Pisani: gli ottomani riuscirono senza grossi problemi a far breccia e giunsero sulla costa continentale, piazzandosi sui punti più alti della città. Iniziarono così i bombardamenti via terra e solo l’intelligenza e la scaltrezza del comandante tedesco riuscirono a non far intuire al fronte turco la precaria situazione veneziana. Schulenburg continuò a far spostate i suoi uomini sulle fortificazioni così da confondere il nemico sul numero di guerriglieri realmente presenti e nascondendo l’inferiorità numerica.

Fu una lunga battaglia durata 40 estenuanti giorni, fino al 18 agosto 1716, quando l’incursione di Schulenburg — con gli 800 uomini a disposizione — colse di sorpresa i turchi, durante la notte, sul fianco dello schieramento. Un aiuto provvidenziale arrivò poi anche dalla natura: il nemico, infatti, venne travolto da un violenta perturbazione che colpì gli accampamenti e la flotta.

Solo dopo questo evento fortuito, arrivarono gli aiuti attesi dalla Spagna che chiusero il conflitto e i turchi si allontanarono definitivamente dalle coste greche. Con la pace di Passarowitz del 1718, Cerigo venne attribuita a Venezia mentre a Corfù venne confermato il governo della Serenissima; lo stesso avvenne per le altre Isole Ionie.

Veduta panoramica dalla fortezza vecchia di Corfù.

Veduta panoramica dalla cima della fortezza vecchia di Corfù.
 

L’unico vero eroe di questo combattimento fu Schulenburg che, una volta tornato in laguna, ricevette elogi eccezionali e un vitalizio annuo di 5 mila ducati. Tra i vari riconoscimenti il Doge Giovanni Corner II donò una spada tempestata di diamanti del valore di 8 mila ducati e venne incaricato Antonio Vivaldi per la composizione di Juditha Triumphans, un’opera allegorica che esaltasse l’ardua impresa. Due anni dopo il ritorno in patria, davanti all’ingresso della Fortezza Vecchia di Corfù, fu eretto in suo onore un monumento marmoreo opera di Antonio Corradini: la statua raffigura il combattente come fosse un antico condottiero romano.

Esiste una leggenda popolare, tramandata di generazione in generazione, legata alla prodigiosa sconfitta dei turchi: si narra che la Madonna, apparsa miracolosamente ad un ragazzo nel 1716, invitasse tutti a pregare per la salvezza della Cristianità e il ritorno in patria della truppa veneziana. Ancora oggi, i primi giorni di agosto nell’isola di Pellestrina, si festeggia questo miracoloso evento della Madonna dell’Apparizione che coinvolge gli abitanti e un folto pubblico anche da fuori isola.

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Pubblicato: Sabato, 20 Agosto 2016 — Aggiornato: Martedì, 21 Febbraio 2017

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